Berlusconi e Lavitola. Scattano le nuove indaginiTribuno del Popolo
domenica , 22 gennaio 2017
Ultime Notizie
Link Sponsorizzati:
Berlusconi e Lavitola. Scattano le nuove indagini

Berlusconi e Lavitola. Scattano le nuove indagini

Non è finito il caso Lavitola con la difesa dell’ex direttore dell’Avanti che vorrebbe dimostrare come con Berlusconi ci fosse un vero e proprio accordo sul denaro e non una estorsione.

Non è finito il cosiddetto caso “Lavitola” che potrebbe anzi riaccendersi all’improvviso e con conseguenze deflagranti. Le nuove indagini del nucleo investigativo dei Carabinieri di Bari disposte dalla Procura si concentreranno proprio sui contatti tra Valter Lavitola e la residenza di Arcore di Silvio Berlusconi. Il tutto nell’ambito del procedimento in cui Berlusconi e Lavitola sono accusati di aver indotto Gianpaolo Tarantini a mentire ai pm baresi che indagano sulle donne che Tarantini avrebbe portato nelle case del Cavaliere tra il 2008 e il 2009. Lavitola ora ha chiesto nuovi accertamenti per dimostrare che tra il Cavaliere e Lavitola ci fosse un vero e proprio accordo sui 500.000 euro da passare a Tarantini, e non una estorsione come fin qui sostenuto. Queste nuove indagini avranno l’effetto di far slittare la richiesta di rinvio a giudizio per Berlusconi e Lavitola che si pensava ormai imminente fino a pochi giorni fa. Secondo quanto riferito da “La Stampa”, nell’interrogatorio reso agli inquirenti il 4 giugno 2012, Lavitola avrebbe prodotto i tabulati telefonici della sua utenza argentina del 17 luglio 2011.  Dai tabulati risulterebbero tre telefonate consecutive fatte alle 16.33, 16.37, 16.38 (rispettivamente 21.33, 21.37, 21.38 ora italiana) alla residenza di Arcore. Sarebbero telefonate di pochi minuti, e nell’ultima Lavitola avrebbe parlato direttamente con il Cavaliere del prestito di 500.000 euro a Tarantini. Non solo, in queste telefonate si sarebbe anche nominato l’interrogatorio di Berlusconi del 17 maggio del 2013, quando il procuratore aggiunto di Bari, Pasquale Drago, aveva sottoposto la questione a Berlusconi chiedendogli conferma dell’esistenza di quelle telefonate. Insomma in una di quelle telefonate secondo Lavitola ci sarebbe la prova che tra lui e il Cavaliere vi fosse un vero e proprio accordo sui soldi da passare a Tarantini e quindi non una estorsione. “Al telefono, infatti, Lavitola avrebbe chiesto all’ex premier se consegnare a Tarantini quei 500mila euro e Berlusconi gli avrebbe risposto di aspettare che l’imprenditore barese si trasferisse all’estero, perché quel denaro doveva sostenere l’avvio di una nuova attività imprenditoriale.“, ha scritto “La Stampa”. 

photo credit: <a href=”http://www.flickr.com/photos/lorenzopierini/2630085549/”>CiuPix</a> via <a href=”http://photopin.com”>photopin</a> <a href=”http://creativecommons.org/licenses/by-nc-nd/2.0/”>cc</a>

VAI SULLA PAGINA FB DEL TRIBUNO

Link Sponsorizzati:

Commenti chiusi.

Link Sponsorizzati:
Scroll To Top