Berlusconi e l'inganno del "processo politico"Tribuno del Popolo
martedì , 30 maggio 2017
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Berlusconi e l’inganno del “processo politico”

“Complotto”, “Processo politico”, “Colpo di Stato”, queste sono le parole con cui gli esponenti del centrodestra hanno commentato la condanna a sette anni e l’interdizione perpetua dai pubblici uffici ai danni di Silvio Berlusconi per il reato di concussione e costrizione. Ma di che colpo di Stato parlano?

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Silvio Berlusconi alla fine è stato condannato, anche se in primo grado, dal tribunale di Milano che lo ha ritenuto colpevole di concussione e costrizione nell’ambito del processo Ruby, condannandolo a sette anni e all’interdizione perpetua dai pubblici uffici. Inutile stare a ricordare la reazione scomposta del centrodestra che ha, letteralmente, aggredito i giudici, urlando al golpe e alla sentenza politica, al complotto e alla persecuzione giudiziaria. Ero veramente convinto che mi assolvessero perché nei fatti non c’era davvero nessuna possibilità di condannarmi. E invece è stata emessa una sentenza incredibile, di una violenza mai vista né sentita prima, per cercare di eliminarmi dalla vita politica di questo Paese“, ha detto l’ex premier. Notare le parole, “sentenza incredibile” e “violenza”, sembrano le parole del Satrapo decaduto che capisce che il suo blasone forse non basterà più a salvarlo dalla giustizia, una sorta di “lesa maestà” che ci fa sorridere, ma anche infuriare quando sentiamo che la destra italiana non accetta che il loro Ras venga ingabbiato dalle catene della giustizia. Non è soltanto una pagina di malagiustizia è un’offesa a tutti quegli italiani che hanno creduto in me e hanno avuto fiducia nel mio impegno per il Paese. Ma io, ancora una volta, intendo resistere a questa persecuzione perché sono assolutamente  innocente e non voglio in nessun modo abbandonare la mia battaglia per fare dell’Italia un paese davvero libero e giusto“, ha detto ancora Berlusconi, ignorando la violenza cieca e spietata che invece lui e i suoi berluscones hanno scatenato negli ultimi vent’anni contro noi italiani che non la pensiamo come lui. Ci ha chiamati “coglioni”, ha preso in giro i nostri ideali, ha rovinato culturalmente un Paese, ma tutto questo sembra già uno sfuocato passato, un’immagina sbiadita di un Paese senza memoria. La destra italiana ritiene “politica” la sentenza, decidendo a priori l’innocenza del Cavaliere, che, in uno Stato di diritto, va al contrario dimostrata ai giudici. E’ assolutamente inammissibile che la destra italiana non consideri imparziali i giudici di Milano solo perchè hanno condannato il loro leader, e se invece avessero ragione? Sarebbero disposti a prendere le distanze da un uomo accusato di concussione e costrizione? Insomma una persecuzione, quella lamentata dal Pdl, che investe anche il tentativo del Pdl di far cadere il governo Prodi “comprando” letteralmente, la maggioranza. Per non parlare dell’ennesima “persecuzione”, quella di Mediaset. Caro Pdl, sei davvero sicuro di essere tu a essere indignato? L’indignazione di chi ha visto il proprio Paese rovinato da Silvio Berlusconi, credeteci, non potete nemmeno immaginarla.

Gracchus Babeuf

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