Berlusconi. I processi restano a Milano, e ora il Cavaliere trema...Tribuno del Popolo
mercoledì , 18 gennaio 2017
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Berlusconi. I processi restano a Milano, e ora il Cavaliere trema…

Berlusconi. I processi restano a Milano, e ora il Cavaliere trema…

Rimangono a Milano i processi a carico di Silvio Berlusconi dal momento che per i giudici della Cassazione non sussiste prova del “legittimo sospetto” di una presunta ostilità degli uffici giudiziari nei confronti del Cavaliere.

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Si rigetta la richiesta di rimessione e si condanna il ricorrente al pagamento delle spese processuali”, questo il dispositivo breve e chiaro firmato dal presidente della sesta sezione penale Giovanni De Roberto. Non ci sarà quindi nessun trasferimento a Brescia del processo ai danni di Silvio Berlusconi che riguarda i procedimenti Mediaset e Ruby, e già il Cavaliere e il suo entourage stanno sbandierando il conclamato “fumus persecutionis” che, a suo dire, inquinerebbe le decisioni dei magistrati di Milano. “Confido in una sentenza di piena assoluzione a meno che si voglia ancora una volta eliminarmi attraverso la via giudiziaria. Un tentativo che avviene da oltre vent’anni“, ha detto Berlusconi che proprio ieri si paragonava per certi versi a Giulio Andreotti, che secondo lui è stato perseguitato dalla giustizia.

Il legittimo sospetto è un trucco utilizzato da Berlusconi già una decina di anni fa, quando tentò di spostare da Milano a Brescia i processi dell’Imi-Sir e del Lodo Mondadori. Ma come allora anche questa volta i giudici della Suprema Corte si sono attenuti alla linea prevalente, ovvero hanno rigettato la richiesta, cosa che avviene nel 98% dei casi. Gli avvocati di Berlusconi  Ghedini e Longo hanno tentato di rimarcare “l’aggressività dell’ambiente milanese, che non tollera alcuna critica e che all’evidenza non sopporta che si assumano provvedimenti non sfavorevoli all’On. Berlusconi“, ma tali argomenti sono sembrati sterili, e sono stati rigettati, lasciando il Cavaliere nei guai. La Cassazione infatti non ha voluto mettere in discussione l’imparzialità degli organi giudicanti, e ha quindi suggerito di andare avanti. Ora Berlusconi rischia brutto dal momento che domani ripartirà l’appello Mediaset, ovvero quello dove Berlusconi è imputato di frode fiscale e ha già sulle spalle una condanna in primo grado a quattro anni con interdizione dai pubblici uffici per cinque anni. Per non parlare del processo Ruby, dove Berlusconi dovrà rispondere di concussione e prostituzione minorile. Presto arriveranno le sentenze, e nello schieramento del centrodestra la paura esiste. Per quanto riguarda quest’ultimo caso, quello di Ruby, Berlusconi e i suoi proveranno a cercare di rimandare a oltranza  chiedendo un rinvio in attesa del verdetto della Corte di Costituzionale relativo a un conflitto di attribuzione sollevato tre anni fa dai difensori in merito alla mancata concessione di un legittimo impedimento in primo grado quando Berlusconi era premier.

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