Berlusconi, il fascismo e la bugia degli opposti estremismi | Tribuno del PopoloTribuno del Popolo
giovedì , 20 luglio 2017
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Berlusconi, il fascismo e la bugia degli opposti estremismi

Dopo le uscite vergognose di Silvio Berlusconi di ieri, il giorno della Memoria, su Mussolini, oggi il Cavaliere e il suo partito sono tornati all’attacco dei comunisti. Ma la loro, in fin dei conti, è solo ignoranza, becera ignoranza. Vediamo perchè…

ITALY POLITICS GOVERNMENT

“I comunisti ci sono, esistono eccome, non e’ un cachemire che puo’ cambiare il cervello e il cuore della gente“, parola di Silvio Berlusconi, che ha proferito queste mirabili parole di cultura in collegamento radiofonico con Alfonso Signorini nel corso della registrazione della quarta puntata del programma “Kalispera”. “I nostri post comunisti fanno finta di aver abitato su Marte e dicono di non essere mai stati comunisti, ma non hanno fatto i conti con il loro passato e con gli orrori di un’ideologia spaventosa. Ricordiamo sempre che e’ stata l’ideologia piu’ disumana e criminale della storia dell’uomo e che ha prodotto solo miseria e disperazione e piu’ di 100 milioni di morti. I comunisti italiani hanno sperato che bastasse cambiare il nome del partito per cancellare il passato, il trucco non ha funzionato perche’ sono rimasti gli stessi di prima con gli stessi pregiudizi e lo stesso modo di fare politica. E’ vero si sono imborghesiti, indossano capi firmati, scarpe fatte su misura, pasteggiano a caviale e champagne. Una volta andavano alla casa del popolo, adesso frequentano i salotti piu’ chic, ma non hanno perso il vecchio vizio di mistificare la realta’ e demonizzare l’avversario, cercando di farlo fuori usando i magistrati a loro vicini perche’ mi considerano un ostacolo da eliminare assolutamente per arrivare al potere. Purtroppo, non sono cambiati e temo che non cambieranno mai“, ha continuato Berlusconi. Noi ci sentiamo in dovere di ritenere oltraggioso e assolutamente vergognoso che in Italia esista un partito politico che abbia queste posizioni.  Non tanto perchè non tolleriamo chi non la pensa come noi, ma perchè sono posizioni che nascondono una tetra e profonda ignoranza non solo di quello che significa essere comunisti e il comunismo, ma anche della storia di questo Paese. Questo ammettendo una buonafede, se invece, come crediamo, ci troviamo di fronte a una perfetta malafede, ecco che i giochi cambiano. Ecco che allora ci troveremmo di fronte a personaggi accecati dal comunismo in quanto contigui, o comunque un pò troppo “permissivi” nei confronti dell’ideologia fascista, fatto questo peraltro confermato dall’esistenza di gente come Storace, La Russa, A.Mussolini, Santanchè, tra le schiere del cosiddetto centrodestra. Normale quindi che siano obnubilati dall’odio nei confronti del comunismo, l’ideologia che, de facto, in Italia ha sancito la morte del fascismo e dell’esperienza mussoliniana, normale che odino il comunismo, quello italiano, che al contrario del fascismo ha riconosciuto e costruito la democrazia che invece il Duce ha violentato. Normale che dei fan segreti del Ventennio trovino ripugnante una ideologia che invece si prepone di bandire per sempre lo sfruttamento dell’uomo sull’uomo. Quindi o sono ignoranti, e quindi ignorano che i morti in Italia li hanno fatti i fascisti, e quindi ignorano che il comunismo è una “filosofia”, un modo di interpretare la storia, oppure sono in malafede. Difficile che siano così ignoranti da non capire che non ha alcun senso addebitare ai comunisti italiani, persone democratiche, colte, generose e rispettose, (Pasolini, Di Vittorio, Berlinguer, Togliatti), i morti fatti da qualcun’altro, in un’altra epoca e in un’altro contesto. A ben guardare dovrebbe essere persino infamante odiare in questo modo i comunisti dal momento che proprio i comunisti hanno firmato la Costituzione al pari delle altre forze politiche. Dunque se il Pdl e Berlusconi non si riconoscono nella Costituzione, lo dicano apertamente, come stanno facendo. Aiuteranno gli italiani a disvelare l’inganno, ci aiuteranno a trattarli per quello che sono, ovvero, nostalgici del Ventennio mascherati da democratici.

Il tribuno

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