Berlusconi l'alibi della nazione?Tribuno del Popolo
venerdì , 20 gennaio 2017
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Berlusconi l’alibi della nazione?

Berlusconi l’alibi della nazione?

Un editoriale del “New York Times” ha mostrato una visione diversa dal solito della situazione italiana. Ferma restando la condanna di Berlusconi, siamo sicuri che in Italia sia lui l’unico problema?

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Il centro-sinistra non ha alcun leader né un vero programma: i suoi dirigenti più noti sono ex-comunisti troppo ambiziosi di provare la loro ortodossia capitalista attraverso un’adesione cieca alle dottrine ascetiche preferite dai banchieri tedeschi. Questo non li ha resi popolari con gli elettori italiani. Né ha aiutato l’economia italiana che oggi vive una doppia recessione. La disoccupazione è intorno al 12 per cento, con una crescita insignificante negli ultimi dieci anni”.  No, non lo ha scritto un giornale sovversivo comunista, bensì l’allineatissimo New York Times, un giudizio netto e tagliente formulato nei confronti di una classe politica, quella della cosiddetta sinistra italiana, che ormai ha perso completamente il proprio senso, svuotandosi di valori e contenuti per diventare nientedimeno che una versione edulcorata e presentabile della destra. Con la loro consueta lucidità i giornalisti del Ny Post pongono quindi il problema di non limitare la critica a Silvio Berlusconi, sicuramente il personaggio più negativo (secondo noi questo) della storia italiana dopo Mussolini, ma di estenderla all’intero sistema politico che ha permesso proprio al Cavaliere di vincere e governare per vent’anni l’Italia. Schiacciandosi sull’antiberlusconismo il centrosinistra italiana ha perso di vista il senso del fare politica, svuotando il proprio passato in un vuoto e sterile contrapporsi al satrapo Berlusconi. Nessuno vuole giustificare il Cavaliere o minimizzare gli abnormi danni che ha fatto al Paese, ma citando Tucidide il male non è soltanto di chi lo fa: è anche di chi, potendo impedire che lo si faccia, non lo impedisce. Prima o poi, speriamo prima che poi, Berlusconi uscirà in un modo o nell’altro dalla scena politica. Rimarranno però i suoi danni, la sua ereditò, e soprattutto rimarrà una classe politica che tiene in ostaggio i valori di sinistra sacrificandoli nella gestione sterile dell’esistente in nome di una non meglio specificata stabilità.

Gracchus Babeuf

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