Berlusconi minaccia il governo: "Stacco la spina"Tribuno del Popolo
sabato , 21 ottobre 2017
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Berlusconi minaccia il governo: “Stacco la spina”

Silvio Berlusconi ha fatto chiaramente capire di essere pronto alla crisi di governo e di voler andare al voto a novembre. La crisi sembra essere dietro l’angolo..

L’idillio Pd-Pdl con il governo Letta sembra ormai un lontano ricordo. Silvio Berlusconi avrebbe deciso e i ministri del Pdl sarebbero pronti a rassegnare le dimissioni anche prima del voto sulla decadenza del Cavaliere, e quindi persino prima del 9 settembre. Berlusconi avrebbe deciso di forzare i tempi, sicuro ormai che tutti abbiano deciso di farlo fuori dall’agone politico. E sono proprio le due colombe Alfano e Schifani che hanno segnato la giornata di ieri con bordate al limite della rottura. Ormai ad Arcore tutti pensano alle elezioni di novembre, che potrebbero essere il 24 o il 25. Ma la vera rottura sarebbe stata immaginata dal Cavaliere già lunedì sera, quando si è tenuta una drammatica riunione del Pdl a villa San Martino. Qui i berluscones hanno preso atto del fatto che non arriverà nessuna grazia dal Colle, e di conseguenza si è dovuto affrontare la situazione da un’altra angolazione. Le condizioni di Napolitano infatti sono state ritenute inaccettabili dal momento che a chiedere la grazia dovrebbe essere un condannato che accetta la condanna, e non è sicuramente questo il caso di Berlusconi. Il Cavaliere sarebbe ora furibondo nei confronti di Napolitano, descritto dal Giornale come il “carnefice” di Silvio Berlusconi. Tutto è saltato quindi, e ora i brluscones potrebbero tranquillamente decidere di far saltare il banco, e sono sempre di più quelli che pensano che anche il Pd ormai si stia decidendo ad andare allo scontro frontale. Nessun Letta-bis dunque, ma il serio rischio di tornare alle urne già a novembre con una campagna elettorale che riproporrebbe l’eterno scontro Pd-Pdl, antiberlusconiani contro berlusconiani. Ma al momento secondo i sondaggi arrivati nelle mani del Cavaliere, il centrodestra sarebbe avanti di tre punti percentuali rispetto al centrosinistra. Ecco quindi la tentazione del centrodestra: vincere alle urne e trattare così da posizioni più favorevoli, ma col rischio che senza cambiare legge elettorale si arrivi a un risultato uguale a questo, senza vincitori nè vinti. Un gioco osceno, giocato da tutti sulle spalle degli italiani che però, questa volta, potrebbero davvero essersi rotti le scatole.

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