Berlusconi: no alla strumentalizzazione delle polemiche interneTribuno del Popolo
venerdì , 24 marzo 2017
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Berlusconi: no alla strumentalizzazione delle polemiche interne

Dopo il summit di sabato ad Arcore lo scenario del Pdl appare ancora diviso, nonostante il prevalere della linea dura dei falchi. Divisioni che, tuttavia, sembrano celare ancora una volta l’asservimento indiscusso di un partito al suo leader.

Fonte: Oltremedianews

Liti, divisioni e spaccature, in un partito teatro di scontri e duelli. Parole che non siamo abituati a leggere quando si parla di Pdl. Pdl che, nelle ultime ore, appare invece sempre più attraversato dalla faglia verticale evidente, ma dalla profondità ancora poco chiara, che nel partito divide falchi e colombe e che, per rimanere nella metafora, è stata causa ed effetto insieme del terremoto che nel summit di sabato ad Arcore ha scosso i deputati Pdl (e non solo). Oggi è il senatore SilvioBerlusconi a prendere la parola in una nota: “In questa situazione di difficoltà il dibattito interno al Pdl, che nasce come chiaro segnale di democrazia, viene sempre più spesso strumentalizzato dagli organi di stampa, perciò invito tutti a non fornire con dichiarazioni e interviste altre occasioni a questa manipolazione che nuoce a quella coesione interna attorno ai nostri valori e ideali che da sempre distinguono il nostro movimento”.

Un cavaliere preoccupato, dunque, che nega ogni scontro reale. Con il prevalere della linea dei falchi nel vertice di villa S. Martino, dopotutto, la strada da seguire sembra essere chiara. Sono due le questioni poste sul tavolo dal Pdl, quella del voto sulla decadenza da senatore di Silvio Berlusconi e quella sull’abolizione dell’Imu: se il Pd non cede su entrambe, il governo salta.

“Se vogliamo le elezioni non possiamo aspettare il 9 settembre” commenta il fedelissimo Denis Verdini “tutto è pronto per provocare la caduta del governo già da questa settimana”. Nel comunicato ufficiale del segretario del Pdl AngelinoAlfano si legge: “La decadenza di Silvio Berlusconi dalla carica di senatore è impensabile e costituzionalmente inaccettabile. Rivolgeremo alle massime istituzioni della Repubblica parole chiave su questa questione democratica”. “Noi tutti insieme”, aggiunge, come per minimizzare il rumore fastidioso di quelle correnti che soffiano in casa Pdl.

C’è chi invece, seppur da vicino al segretario Alfano, la pensa diversamente: “Il rischio di uno strappo c’è ed è elevato” commenta il sottosegretario del Pdl Giuseppe Castiglione, voce della fronda di pdllini composta soprattutto da senatoridel Sud, che vede il governo delle larghe intese come unica soluzione possibile e paventa l’ipotesi di un Letta bis che escluda il centrodestra da Palazzo Chigi.

Un Pdl segnato dalle fratture, dunque, ma unitissimo negli attacchi a chi ne parla o, addirittura, nel negarne l’esistenza. O forse, anche stavolta, semplice pedina dei soliti giochi da illusionista messi in scena da un leader che è più di un leader. Piuttosto, il padrone indiscusso di un’intera classe politica e giornalistica, che riportando l’attenzione sulle divisioni interne e presentandole come voci di una sana dialettica democratica non fa che nascondere la debolezza di fondo del suo “movimento”: una totale assenza di “valori e ideali” di base e, al di là di ogni apparenza, un’indiscussa unità intorno a un personaggio che, se sparisse dallo scenario politico, non lascerebbe un centrodestra acefalo, ma del tutto inesistente.

Paola Venturini

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