Berlusconi processato per compravendita di senatori con LavitolaTribuno del Popolo
lunedì , 29 maggio 2017
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Berlusconi processato per compravendita di senatori con Lavitola

Ancora guai giudiziari per Silvio Berlusconi che verrà processato per la compravendita di senatori. Il giudice Primavera per ora ha rinviato a giudizio Valter Lavitola e Berlusconi con l’accusa di corruzione per i famosi tre milioni di euro versati a De Gregorio per far cadere il governo Prodi.

Ogni giorno o quasi ce n’è una nuova, e non sono cose piccole bensì bordate gravissime che rischiano di intorbidire ancor di più le acque già salmastre e sporche della politica nostrana. Silvio Berlusconi questa volta verrà processato per la compravendita di senatori, ma sfogliando i quotidiani sembra quasi che sia uno dei tanti processi, come se comprare un senatore per far cadere il governo Prodi sia lo stesso che frodare il fisco per qualche milione o organizzare feste orgiastiche. A noi sembra che questo processo sia leggermente, se possibile, ancora più grave dei precedenti. Il giudice Amelia Primavera ha infatti deciso di rinviare a giudizio l’ex premier e Valter Lavitola con l’accusa di corruzione per i tre milioni di euro versati all’ex senatore Sergio De Gregorio tra il 2006 e il 2008 per passare dal centrosinistra al centrodestra e sabotare il governo Prodi. Una accusa gravissima con la prima udienza che si terrà l’11 febbraio di fronte alla quarta sezione del tribunale. Il giudice ha anche accettato il patteggiamento di De Gregorio a 20 mesi, e sono state accolte anche le richieste dei pm Alessandro Milita, Vincenzo Piscitelli, Fabrizio Vanorio e Henry John Woodcock. Sullo sfondo il reato, gravissimo, di compravendita di senatori. Tre milioni di euro fu il prezzo di quel tradimento che pose fine, de facto, al governo Prodi. Sappiamo tutto proprio grazie a De Gregorio che ha già vuotato il sacco accettando di collaborare con i pm e chiedendo di patteggiare una pena stabilita dai pm in venti mesi sulla quale dovrà esprimersi il gup Amelia Primavera all’esito dell’udienza di oggi. Lo stesso giudice dovrà poi pronunciarsi sulla richiesta di rinvio a giudizio per Berlusconi e Lavitola. “Se avessi davvero portato i soldi all’allora senatore De Gregorio sarei stato comunque solo un corriere, non c’è alcuna prova che io potessi sapere che era denaro di corruzione. Sarei stato un semplice vettore”, si è difeso Lavitola aggiungendo poi che gli altri soldi versati a De Gregorio riguarderebbero invece “una partita di giro per la chiusura” dei conti de L’Avanti, ma si tratterebbe però di conti chiusi nel 2005. Alla fine inevitabile la decisione del giudice che ha stabilito che Lavitola e Berlusconi dovranno essere processati. Alla fine ha parlato anche lo stesso De Gregorio ai microfoni di Sky tg 24: “Credo che questa vicenda acceleri il tramonto di un percorso politico ormai arrivato al redde rationem. Consiglio a Berlusconi di ritirarsi dalla scena politica, liberando l’Italia e la sua persona da tante infamie. Ho avuto un comportamento che oggi ritengo assolutamente disdicevole, finalizzato a ribaltare il governo Prodi in una sorta di guerra santa denominata dallo stesso Berlusconi ‘operazione libertà. Mi sento sollevato da un peso, ho detto la verità. Oggi non rimetterei la mia intelligenza, la mia capacità operativa, le mie conoscenze internazionali al servizio di Berlusconi: quell’uomo non meritava il mio aiuto“.

Foto: Europaquotidiano

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