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venerdì , 28 luglio 2017
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Berlusconi torna a casa

“Chi viene colto con le mani nel sacco e chi subisce la condanna definitiva in cui si dimostra che lui è stato evasore del fisco, io credo che abbia il buon gusto di mettersi da parte” 

 Lo ricordiamo con queste parole, Silvio Berlusconi, durante una trasmissione del giornalista Santoro “Tempo Reale” nel 1995. Allora, questa puntata era stata una tra le tante in cui il Cavaliere non perdeva occasione di fare sfoggio del suo moralismo e della sua integrità etica. Mentre proferiva queste parole era, però, ben consapevole di essere tra coloro che fanno parte degli evasori. Ora, confermata la condanna dalla Corte di Cassazione per frode fiscale, quale miglior consiglio da seguire se non il proprio.

Vittima di un sistema di leggi che cerca di tutelare la ricchezza pubblica, si è anche sentito in diritto di essere graziato da parte del Presidente Napolitano. Nonostante il sostegno e l’accalorata vicinanza della sua famiglia e dei suoi ostinati sostenitori, riuniti ad Arcore, intorno alla vittima sacrificale, che hanno sperato in un vento favorevole dal Quirinale, la lieta notizia non è arrivata. Verso le dieci del lunedì sera, arriva ad Arcore un messaggio da parte del Presidente che ribadiva una netta chiusura per la questione di Berlusconi, purché il condannato, come fu detto nella nota del 13 agosto, rinunci al suo piedistallo e con umiltà inizi a scontare la sua pena. Cosa che comunque non gli salverà l’onore e non gli serberà la possibilità di ricandidarsi e tornare al potere. Nessuna grazia dunque.

Lo stesso Gianni Letta gli ha ribadito che se vorrà clemenza “Non può illudersi di non pagare un prezzo politico. E di evitare tanto la decadenza, quanto le pene accessorie” che lo metterebbero fuori gioco.

La minaccia della caduta del governo, invece, è un’arma a doppio taglio. Oltre che rimettere in pericolo, come sappiamo, la nostra precaria situazione economica, (ma che importanza ha, agli occhi di Silvio, questo?), nuove elezioni non gli garantiscono di certo una vittoria. La minaccia che viene dal PD è proprio la legge elettorale. Berlusconi sarà così audace da tentare il tutto per tutto con nuove elezioni e sfidare il porcellum?

Intanto rimanda l’apocalisse fino al 9 settembre, nella speranza di avere ancora qualche chance e non essere condannato dalla Giunta del Senato ad abbandonare la vita politica.

Tra gli esponenti del PDL si inizia, intanto, a parlare di traditori; persone che non sarebbero disposte a farsi trascinare nell’abisso degli inferi insieme al loro leader e stanno iniziando a pensare diverse soluzioni su come andare avanti e come poter sostituirlo. Si prevede una dura lotta di potere tra gli aspiranti successori di Berlusconi. Tra di loro si sospetta ci siano gli Alfano, gli Schifani, i Cicchitto e i Quagliarello.

Dal 15 ottobre Berlusconi verrà chiuso in casa e vi dovrà restare per nove mesi espiando la pena, senza poter esercitare il suo ruolo di leader. Quindi, qualcun altro dovrà prendere il comando, sia nel caso che il governo Letta continui o sia che si torni alle urne. Questo sta creando un clima di sospetto e sfiducia che potrebbe danneggiare il partito.

Glenda Silvestri

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