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lunedì , 16 gennaio 2017
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Bersani e il Pd “alternativo” alle destre

Pier Luigi Bersani ha parlato oggi del Pd e della situazione politica del Paese. Bersani ha detto che il Pd è pronto a “ogni evenienza” e si proporrà come un’alternativa reale alle destre. Confermato quindi il sostegno al governo Monti e promessa apertura nei confronti delle unioni civili.

Il segretario del Pd Pier Luigi Bersani ha presentato oggi presso il Tempio di Adriano a Roma la “Carta di intenti per il patto dei democratici e dei progressisti”. In questa importante cornice Bersani ha parlato lungamente della crisi economica, ma anche della situazione politica del paese, della legge elettorale e dei diritti civili. “Il Pd è pronto ad ogni evenienza e ci vogliamo dare il nostro passo e tenere il nostro passo“, ha spiegato Bersani che poi ha anche chiarito la posizione del Pd nei confronti del governo Monti: “Siamo qui per presentare un documento e un percorso mentre sosteniamo questa fase di transizione in quel che ci piace e in quel che non ci piace, a cominciare dalla vicenda esodati su cui va trovata una soluzione. Noi confermiamo il sostegno al governo Monti perché questo significa dare una mano al Paese e traguardiamo alla fine della legislatura“. Certo, Bersani ha anche ammesso che il suo partito è “pronto a qualsiasi evenienza“, e quindi anche ad eventuali elezioni anticipate. Sulle alleanze Bersani ha voluto fugare ogni dubbio: “Vogliamo avviare un percorso di alternativa non a Monti, ma alle destre e alle loro politiche sbagliate“, ha detto, “Noi proponiamo per l’Italia e per la democrazia italiana un’altra idea, tra qualche mese dobbiamo proporre un’alternativa ed una sfida: uscire dall’eccezionalismo italiano. Al primo punto promuoveremo riforme della democrazia e della politica su basi costituzionali, la politica e le istituzioni nel cuore della riforma“. In sostanza quindi Bersani ha promesso che il Pd farà le riforme liberali una volta al governo, le stesse che la destra “non può fare, contro le posizioni dominanti e i conflitti di interessi”. Il segretario del Pd è poi andato anche nel dettaglio del programma economico, spiegando come per quanto riguarda il fisco ci sia da alleggerire il peso fiscale sul lavoro e caricarlo al contrario su rendite e grandi patrimoni: “Se non c’è il coraggio di farlo non si abbasseranno mai le tasse“.”Per noi il lavoro è al centro del programma e il primo passo da compiere è un ridisegno profondo del sistema fiscale che alleggerisca il peso sul lavoro e sull’impresa, attingendo alla rendita dei grandi patrimoni mobiliari e immobiliari. Contestiamo il liberismo finanziario che ci ha portato a questa crisi, denunciamo come abbia disarmato sovranità e democrazia nei Paesi“, ha poi continuato Bersani spiegando che a formare la crisi attuale non sarebbe stato il mercato bensì una distorsione dello stesso che avrebbe “innescato la più grave crisi dal dopoguerra a oggi”. Non poteva mancare nemmeno un riferimento alla questione dei diritti, soprattutto alla luce di quanto successo con la Bindi qualche giorno fa. Bersani ha voluto rassicurare l’opinione pubblica a riguardo: “Daremo sostanza normativa al principio riconosciuto dalla Corte Costituzionale per il quale una coppia omosessuale ha diritto a vivere la propria unione ottenendone il riconoscimento giuridico’‘, ha assicurato Pier Luigi Bersani. Che poi ha promesso: “Sui temi civili daremo battaglia perché, se non prende il senso di sé, un Paese non può neanche affrontare i temi economici e davvero aggredire la crisi. Il passo avanti sulle unioni gay non ci fa dimenticare il diritto di un lavoro ad essere rappresentato anche se il suo sindacato non firma il contratto“. Infine il nodo-Alleanze, un nodo centrale in vista dei prossimi mesi. Il segretario del Pd a questo riguardo ha reso noto che il primo appuntamento sarà quello con Niki Vendola, il leader di Sel: “Domani ci sarà un incontro tra me e Nichi Vendola, giovedì con i rappresentanti del forum del Terzo Settore, e così di giorno in giorno. In questo paese c’è una risorsa enorme di intellettualità con la quale bisogna riprendere i contatti“. Ci saranno però dei vincoli per i futuri alleati del Pd: “La risoluzione di controversie relative a singoli atti o provvedimenti rilevanti sarà rimessa a una votazione a maggioranza qualificata dei gruppi parlamentari convocati in seduta congiunta“.

 

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