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domenica , 28 maggio 2017
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Bersani, la “Forza Tranquilla”

Il dibattito di ieri sera tra Renzi e Bersani ha  messo in luce tutte le posizioni dei due avversari in vista del ballottaggio del 2 dicembre. Pier Luigi Bersani ha messo in luce la sua anima più “socialdemocratica” al contrario del liberal Renzi.

Nel dibattito di ieri, pur usando parole cordiali, i due rivali per la carica di candidato del centrosinistra si sono affrontati senza esclusione di colpi. Renzi ha mostrato la sua vera anima, e anche Bersani ha recitato la sua parte fino in fondo, una parte che almeno a noi è piaciuta e ha convinto di più rispetto a quella del rottamatore Matteo Renzi.  Bersani ha opposto alle teorie aggressivamente liberal del suo rivale un calmo e tranquillo approccio democratico, nel vero senso del termine. Non ha risposto alle provocazioni di Renzi, che cercava di mettere in luce le sue passate responsabilità in veste di ministro, e anzi ha invocato concetti semplici e condivisibili come “verità”, “semplicità”, “solidarietà”. Ed è proprio qui che Bersani ha chiarito e costruito la sua alterità nei confronti di Renzi, mostrando di avere a cuore quelli che, a tutt’oggi, sono ancora gli ideali e i principi cardine della sinistra; principi che Renzi non solo non sembra conoscere, ma che anzi sembra quasi disprezzare. Così Bersani ha detto chiaramente quello che Renzi non può dire, perchè non lo pensa, ovvero che chi più ha debba dare a chi ha meno, e che si debba ripartire aiutando i problemi di chi ne ha di più, e non viceversa. Bersani ha poi chiarito in modo netto la sua differenza da Renzi nella politica estera: se per Renzi bisogna superare a destra i repubblicani americani andando a fare la guerra con l’Iran (l’ha definita “la madre di tutte le battaglie”), secondo Bersani invece la chiave della pacificazione del Medio Oriente è la questione israelo-palestinese. Di più, Bersani ha chiaramente fatto capire che bisognerebbe tornare indietro con la scelta degli F-35 per utilizzare quel denaro nella sanità e nei progetti sociali nazionali, Renzi al contrario ha riaffermato la centralità della scelta operata in quel senso. Infine, cosa per noi non marginale, Bersani ha avuto il coraggio di parlare apertamente del riconoscimento all’Onu della Palestina, inteso come l’unico passo percorribile per isolare le forze estremiste e rafforzare i moderati.

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