Bersani: mai chiesto a D'Alema di candidarsi. "Monti nel PD? Vedremo" | Tribuno del PopoloTribuno del Popolo
venerdì , 26 maggio 2017
Ultime Notizie
Link Sponsorizzati:

Bersani: mai chiesto a D’Alema di candidarsi. “Monti nel PD? Vedremo”

Il segretario PD Bersani, in un intervista al quotidiano “La Repubblica”, tronca le agitazioni in casa dei democratici sollevate dalle parole di Veltroni e D’Alema. Economia, crescita e welfare sono stati gli argomenti discussi dal leader del partito, che, alla domanda di una possibile apertura a Monti nel PD in caso di vittoria alle urne, si dichiara aperto a perseguire questa via.

Tratto da http://oltremedia.weebly.com/


Quello intervistato ieri da “La Repubblica” è un Pierluigi Bersani a tutto tondo: politica, economia, welfare state, istruzione, ddl anticorruzione, Renzi e finanziamenti ai partiti. Questi i molti temi affrontati durante l’intervista.

Già dall’ esordio Bersani, in modo  decisamente chiaro, sancisce la sua ferma volontà di candidarsi alla guida del Paese. “So benissimo chi è da rottamare e chi non lo è, la ruota gira per tutti e non serve che sia Renzi a dirmelo. Non a caso il PD è l’unico partito che prevede, per chi ha già superato le tre legislature in parlamento, la necessità di una deroga speciale per candidarsi nuovamente”, dice Bersani, che poi aggiunge “non ho chiesto a nessuno di rimanere nel partito. Si può benissimo fare politica senza sedere in parlamento”. Il segretario ha voluto così porre fine alle controversie sbandierate recentemente dai media, che avevano ravvisato nelle parole di Veltroni e di D’Alema una punta di veleno nella gestione del partito.

Pronta la risposta di Massimo D’Alema che ha concordato in toto con Bersani il quale, ci tiene a sottolineare, non è né il responsabile unico della nomina dei parlamentari né il destinatario delle sue accuse. Nel frattempo anche Matteo Renzi ha detto la sua sulle parole del proprio, volente o nolente, attuale leader. “Non ho nulla da dire a Bersani. Non sono io a dovergli insegnare la rottamazione? Saranno forse gli italiani alle urne…”.

Nel prosieguo dell’intervista Bersani ha anche parlato di primarie nel centrosinistra, dicendo che il suo intento, qualora risultasse vincitore, sarebbe quello di unire all’asse PD-SEL-PSI anche tutte quelle forze europeiste di sinistra “sia che abbiano sostenuto Monti, sia che non l’abbiano fatto”. A tal proposito è di oggi la ratifica della partecipazione di Laura Puppato, consigliere regionale PD del Veneto, alla corsa per la guida del partito insieme a Bersani e Renzi.

Bersani poi ha rimarcato con forza l’impegno del suo partito nella lotta contro la corruzione e nell’abbattimento dei costi della politica. Sul primo punto si è detto completamente d’accordo con il ministro Severino. che nei giorni scorsi aveva detto che lo scenario odierno è simile a Tangentopoli, e ha rincarato la dose sostenendo che sarebbe ora di reintrodurre la pena per falso in bilancio, reato depenalizzato dal governo Berlusconi. Per quanto concerne i costi della politica, invece, il segretario del PD ha avuto cura di sottolineare che il dimezzamento dei finanziamenti pubblici ai partiti e l’abolizione del vitalizio sono stati merito del suo centro-sinistra, che, aggiunge, non è riuscito a ridurre il numero dei parlamentari per colpa dell’ostruzionismo della destra”. Ma ciò, a suo avviso, non basta ancora “occorre che i partiti siano dotati di un riconoscimento giuridico al fine di aumentarne la trasparenza”.

A proposito della discussissima legge di stabilità, pur sottoscrivendola per responsabilità istituzionale, ha espresso il suo disappunto per le misure che, ancora una volta, stanno depauperando il settore pubblico e che porteranno a un aggravio fiscale sulle fasce di reddito meno alte.

Il momento clou dell’incontro riguarda tuttavia le sue dichiarazioni a proposito di una futura collaborazione con Mario Monti. Infatti, pur dichiarando che la parentesi cosiddetta “tecnica” è un episodio straordinario che deve terminare nei tempi stabiliti, Bersani sostiene di voler preservare la credibilità internazione che l’attuale premier ha conferito all’Italia sullo scenario continentale e mondiale. Quando il giornalista gli chiede un parere su un possibile ruolo di Monti come ministro dell’economia nel suo governo, Bersani risponde che il Professore “non può tornare alla Bocconi come se nulla fosse accaduto. Sarebbe un errore tirarlo per la giacca, ma sono disposto a discutere di una sua partecipazione al nostro governo”.

 di Fabrizio Leone
Link Sponsorizzati:

Commenti chiusi.

Link Sponsorizzati:
Scroll To Top