Bielorussia. E' ancora vittoria per LukashenkoTribuno del Popolo
sabato , 29 luglio 2017
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Bielorussia. E’ ancora vittoria per Lukashenko

 Aleksandr Lukashenko ha vinto per la quinta volta consecutiva le presidenziali con l’83,49% delle preferenze. 

 Noi non abbiamo di certo gli strumenti per capire quanto queste elezioni siano state regolari, tuttavia non abbiamo nemmeno strumenti per sostenere che siano state “aggiustate” soprattutto perchè Lukashenko ha trionfato con l”83,49%, una percentuale altissima che lo riconferma per la quinta volta a guida del governo di Minsk. Se si approfondisce però si scopre che proprio Lukashenko è “accusato” in realtà di essere filorusso, la stessa accusa che “gravava” su Yanukovich in Ucraina. Questa volta Lukashenko ha trionfato nonostante il Nobel per la Letteratura sia stato consegnato, con un tempismo perfetto, a una “intellettuale che ha subito la pressione del regime di Lukashenko e che combatte Putin” (usando le parole scelte da Saviano su La Repubblica). Alla fine l’affluenza dei bielorussi è stata massiccia con circa sette milioni di persone, pari all’86,75% degli aventi diritto, che si sono recati alle urne. Il secondo partito è stato “Dì la verità” di Tatjana Korotkevič con il 4,42% mentre i liberaldemocratici di  Sergej Gajdukevič non sono andati oltre il 3,32% delle preferenze. Nel  referendum del 2004, durante il suo secondo mandato presidenziale, il 77,3% dei bielorussi si era pronunciato per abrogare le limitazioni al numero di mandati presidenziali. A ben guardare sembra essere proprio la visione di politica estera di Lukashenko a non andare già all’Occidente in quanto il presidente bielorusso ha detto chiaramente che vorrebbe mantenere l’amicizia con la Russia. Pesanti anche le accuse lanciate dal presidente bielorusso all’Ue sulla questione dell’Ucraina: “Smettete di mandarci i vostri combattenti. Siamo stanchi di bloccarli al confine con granate, mazze, pistole e munizioni“. Sulla Bielorussia peraltro gravano delle sanzioni per quanto riguarda le armi e il divieto di ingresso in Ue per circa duecento rappresentanti politici, come Lukashenko. Ora queste sanzioni potrebbero anche venire abrogate, anche perchè Minsk non si è allineata alle controsanzioni nei confronti della Russia sulla vicenda ucraina.

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