Blitz contro i secessionisti veneti, ma la Lega Nord li difendeTribuno del Popolo
giovedì , 23 novembre 2017
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Blitz contro i secessionisti veneti, ma la Lega Nord li difende

Con un blitz i carabinieri del Ros hanno arrestato ben 24 secessionisti veneti e non in diverse regioni italiane. Il gruppo avrebbe progettato azioni terroristiche e gli agenti hanno sequestrato persino un blindato costruito per occupare forse piazza San Marco a Venezia. Salvini della Lega Nord ha difeso i secessionisti, attaccando lo Stato.

Ben 24 sono i secessionisti arrestati in un blitz operato dai carabinieri del Ros in diverse regioni d’Italia. Il gruppo reso di mira era riconducibile a diverse sigle secessioniste che avevano progettato azioni anche violente per ottenere l’indipendenza del Veneto e di altre regioni italiane. Accuse gravi, con il Gip del tribunale di Brescia che ha emesso le ordinanze di custodia cautelare su richiesta della procura per associazione con finalità di terrorismo ed eversione dell’ordine democratico, e soprattutto per la fabbricazione e detenzione di armi da guerra. Gli agenti infatti hanno messo le mani su un vero e proprio blindato costruito in un capannone che i militanti secessionisti chiamavano “arsenale” a Casale di Scodosia (Padova). I secessionisti probabilmente volevano usare il mezzo per bloccare piazza San Marco a Venezia. Secondo il comandante del Ros, il generale Mario Parente, c’era inoltre l’intenzione di mettere in atto numerosi attentati, alcuni dei quali a sedi di Equitalia. Tra gli arrestati anche Franco Rocchetta, ex parlamentare e fondatore della Liga Veneta, poi confluita nella Lega Nord. Rocchetta era uno dei promotori del referendum per la secessione del Veneto e dopo qualche tempo aveva abbandonato la Lega Nord. Ovviamente tra i 24 arrestati anche due di quelli che avevano partecipato al commando che aveva assaltato il campanile di san Marco la notte dell’8 maggio 1997. Gli inquirenti hanno comunque escluso legami con la Lega Nord, anche se i secessionisti avevano insoliti alleati tra cui contatti con la criminalità albanese per reperire armi. I Ros hanno quindi messo a nuda una vera e propria alleanza tra più “organizzazioni secessioniste sotto il comune progetto dell’indipendenza dallo Stato italiano”; tra loro infatti, come riporta “La Stampa”, anche Brescia Patria, Veneto Stato, il movimento indipendentista sardo Disubbidientzia, e il movimento dei Serenissimi (quello del 1997).  Come se non bastasse molti degli arrestati sarebbero vicini a vario titolo al movimento dei Forconi, tristemente noto per le sue azioni avvenute a dicembre in tutto il Paese. 

In questo contesto ha fatto davvero specie l’affermazione scritta su facebook dal segretario federale della Lega Nord Matteo Salvini, che ha così commentato l’arresto di Franco Rocchetta: “Aiutano i clandestini, cancellando il reato di clandestinità, liberano migliaia di delinquenti con lo svuota-carceri, e arrestano chi vuole l’Indipendenza. Siamo alla follia. Se lo Stato pensa di fare paura a qualcuno, sbaglia“. E dire che gli arrestati avrebbero rotto col Carroccio proprio perchè la Lega Nord avrebbe una linea troppo morbida. Nonostante questo Salvini e la Lega Nord hanno deciso di dimostrare la loro solidarietà con una manifestazione a Verona contro l’indagine anti-indipendentista, una posizione che noi troviamo perlomeno dubbia dal momento che quella scoperta dai Ros non è una semplice accozzaglia carnevalesca ma una vera e propria alleanza tra gruppi che hanno trovato referenti anche nella criminalità organizzata albanese. Ancora peggio Massimo Bitonci, capogruppo della Lega Nord a Palazzo Madama: “Invitiamo i veneti e tutti coloro che non sopportano più l’insostenibile vessazione dello stato centrale, ad esporre la bandiera di San Marco dalle loro abitazioni per far sentire la loro vicinanza ai veneti e ai lombardi ingiustamente incarcerati“; una sorta di via libera ai secessionisti che lascia sbigottiti. La speranza è che per una volta le istituzioni dimostrino di essere in grado di reagire con fermezza allo stesso modo con il quale lo hanno fatto quando la supposta minaccia alla democrazia veniva invece portata da “sinistra”.

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