Boeri non mi spaventi! Io sapevo già, ma ti ringrazio lo stessoTribuno del Popolo
giovedì , 25 maggio 2017
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Boeri non mi spaventi! Io sapevo già, ma ti ringrazio lo stesso

Io non sono preoccupato. In fondo, noi trentenni del 2015, della confessione di Tito Boeri non sappiamo proprio cosa farcene. Che non saremmo mai andati in pensione (perché andarci a 75 anni equivale a non andarci mai) lo sapevamo già! Boeri ha solo avuto il grande merito di dirlo in modo esplicito, senza giri di parole e smettendola di prenderci in giro.

Che poi se proprio volessimo essere onesti fino in fondo dovremmo dire che gli attuali 20enni oggi non hanno neppure un lavoro; i 40enni si spaccano in due per uno stipendio da fame e devono mantenere i figli 20enni e, a volte, 30enni; e i 50enni che sono senza lavoro, per un motivo o per l’altro, faticano a trovarne un altro e di conseguenza sono nella m***a con la pensione. Insomma, siamo tutti messi abbastanza male.

Però va bene! La parola d’ordine è ottimismo, forse perché l’attuale classe dirigente è la peggiore di sempre. Addirittura peggio di quella che fregò mezzo Paese e fu invischiata in Mani Pulite. Le cose sono due, chi oggi Governa o è in malafede o veramente non capisce nulla di quel che sta facendo (oltre a non avere mezza visione politica).

E pensare che io avevo già capito tutto durante la mia prima manifestazione di piazza. Frequentavo la seconda superiore e protestavo contro la riforma della scuola. La nostra è una generazione che ha preso schiaffi da destra e, purtroppo, anche da sinistra; è una generazione che però non si è mai arresa e, dopo essersi tirata su le maniche, ha cominciato a sbattersi per trovare una soluzione.

Boeri non mi spaventi perché avendo già capito tutto prima mi sono attrezzato. E come me molti altri miei coetanei. Noi siamo la generazione “mille euro”; la generazione “discount”; la generazione “pensione integrativa”; la generazione “stiamo in 4 in un appartamento da 2”; la generazione “mangio pasta e patate, ma non sto a casa con mamma”. E pensare che parlando di noi qualcuno ci definì “bamboccioni”.

Va beh! Comunque Tito ti ringrazio! Io lo vedo che anche tu ti sbatti e ho apprezzato la proposta di riforma dell’INPS che qualche settimana fa hai presentato al Governo, ma è tutto inutile perché i nostri voti valgono meno degli interessi degli altri.

Sai cosa? (come dice Valter, il mio amico del pub). Mi rimane solo una piccola amarezza: lo sai tu e lo so anche io che se fossimo un po’ più razionali, ragionevoli, civicamente sensibili, attenti e uniti potremmo far pesare il nostro parere e la nostra volontà. Però cosa ci vuoi fare, prima dobbiamo rimettere l’albero di Natale dentro la scuola di Rozzano.

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Gioele Urso

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