Bolivia. Morales nazionalizza una delle più grandi riserve d'argento del mondo | Tribuno del PopoloTribuno del Popolo
sabato , 25 marzo 2017
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Bolivia. Morales nazionalizza una delle più grandi riserve d’argento del mondo

Dopo le nazionalizzazioni volute da Chàvez e dalla Kirchner in Venezuela e Argentina, ora è la volta di Evo Morales, presidente della Bolivia, che ha annunciato la nazionalizzazione del giacimento d’argento di Mallki Khota, uno dei più grandi del mondo.

Un vento nuovo soffia in Sudamerica dove Evo Morales ha deciso di portare avanti quanto già cominciato da altri governi come quello di Caracas e Buenos Aires, nazionalizzando il giacimento di Mallku Khota, ubicato nella regione di Potosì, nel sudovest del Paese, e considerata una delle più importanti riserve mondiali di indio, iridio e argento. Già il presidente venezuelano Chàvez , e quello dell’Argentina Kirchner, hanno in passato nazionalizzato importanti settori produttivi dei rispettivi paesi, ora è anche il turno della Bolivia. Il presidente Morales ha annunciato oggi la nazionalizzazione della miniera, fino a questo momento controllata dalla canadese  South American Silver (SAS), sulla base di una concessione governativa in vigore dal 2007. Si stima che il giacimento contenga tra i 140 e i 230 milioni di once di argento e tra 935 e 1.480 tonnellate di indio. Ora sarà espropriato dalla statale Corporacion Minera di Bolivia (Comibol). Morales ha anche voluto commentare di fronte alla stampa la sua decisione: “Nazionalizzare è un nostro dovere”. In realtà la miniera di Mallku Khota aveva creato diversi problemi nei giorni scorsi a causa di diversi conflitti tra minatori a favore e contro la presenza della SAS nella regione; la stragrande maggioranza dei lavoratori sarebbe comunque favorevole alla nazionalizzazione, così come la maggioranza della popolazione boliviana. Secondo i media locali comunque nel corso degli scontri sarebbero morte ben due persone, tra cui un poliziotto, e sette lavoratori avrebbero persino sequestrato alcuni indios, poi liberati dopo l’annuncio della nazionalizzazione della miniera ad opera del governo.

 

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