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giovedì , 23 marzo 2017
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Bolivia. Polizia accusata di tentare un golpe contro Evo Morales

Dopo che nei giorni scorsi in Paraguay è aumentata la tensione a seguito della destituzione del presidente di sinistra Lugo da parte del Parlamento, nelle ultime ore giungono voci allarmanti anche dalla Bolivia, dove una sommossa delle forze di polizia rischia di trasformarsi in un tentativo di colpo di Stato ai danni di Evo Morales. Poche ore prima il governo boliviano aveva appena nazionalizzato una compagnia mineraria svizzera, solo un caso?

Venti pericolosi iniziano a soffiare sull’America Latina. Qualche giorno fa era stato il turno del Paraguay, dove il presidente di sinistra Lugo è stato destituito dal parlamento di Aunciòn e sostituito dal suo vice Franco. Oggi sembra essere il turno della Bolivia, dove i poliziotti sono entrati ufficialmente in sciopero mettendo in seria difficoltà il governo centrale boliviano che ha subito denunciato la possibilità che la protesta possa sfociare in un tentativo di golpe.  Solo casuale che nelle stesse ore il presidente Morales avesse appena nazionalizzato una compagnia mineraria svizzera?. Inizialmente i poliziotti avevano cominciato lo sciopero per richiedere aumenti salariali, ma nei fatti hanno ben presto cominciato ad alzare il tiro, lasciando pensare a tentazioni di tipo golpista.  Il ministro della Comunicazione del governo di Evo Morales, Amanda Davila, non ha esitato a denunciare il rischio di un tentativo di colpo di stato violento, chiedendo solidarietà e aiuti ai paesi limitrofi. Dal conto suo la polizia ha subito negato ogni tentazione golpista, sostenendo di volere solamente retribuzioni più alte e di non accettare la proposta del governo di aumentare del 7% gli stipendi.  I poliziotti però non scherzano e sembrano davvero avere mire eversive come sottolineato dal gesto compiuto da un centinaio di agenti che sono entrati all’interno della sede centrale dell’intelligence boliviana, e hanno devastato gli uffici, dai computer all’archivio. I poliziotti hanno poi dato fuoco a tutte le suppellettili e alla sede locale dell’Interpol, poi hanno occupato caserme e uffici pubblici a La Paz e Cochabamba. La situazione quindi è per certi versi drammatica dal momento che nei giorni scorsi secondo il governo boliviano sarebbero state distribuite armi a dei reparti della forza pubblica che finora erano sempre stati disarmati. Nelle immagini dell’assalto alla sede dell’Intelligence, poi data alle fiamme, si può riconoscere un certo Juan Carlos Soraide, candidato per il partito di destra Unità Nazionale alle elezioni e attualmente presidente di una associazione di ex poliziotti, mentre distribuisce armi agli agenti. Dietro questi scioperi della polizia in molti vedono l’ennesimo tentativo di Washington e Madrid di strumentalizzare e pilotare l’estrema destra boliviana nel tentativo di rovesciare il governo di sinistra di Evo Morales, indio che ha dichiarato una guerra senza quartiere alle multinazionali straniere e alle oligarchie locali parzialmente estromesse dal potere. Non può essere casuale che proprio nei giorni scorsi il governo della Bolivia aveva appena formalizzato l’esproprio dell’azienda mineraria Colquiri, appartenente alla svizzera Glencore.  Il provvedimento è stato firmato dal vicepresidente Alvaro Garcia Linera, in assenza di Evo Morales, impegnato al summit Rio+20 in Brasile. Secondo tale provvedimento la statale Corporacion Minera de Bolivia prenderà il possesso del centro minerario di Colquiri, fino a questo momento affidato a Sinchi Wayra, filiale boliviana della compagnia svizzera. Il governo di Morales comunque ha espropriato già una ventina di compagnie che operano nei settori più disparati, da quello degli idrocarburi fino a quello delle telecomunicazioni, motivo per cui è logico pensare a spinte esogene per una destituzione immediata del governo da lui guidato. Per la compagnia svizzera ad esempio,  si tratta della terza azienda espropriata nel giro di sei anni e potrebbe non essere l’ultima. Glencore controlla altre miniere nella regione di Potosì, e in alcuni stabilimenti si registrano manifestazioni e occupazioni da parte di minatori che lavorano per la compagnia statale boliviana e che chiedono una revisione degli accordi. Che lo sciopero e il tentato golpe della polizia sia un avvertimento lanciato dalle multinazionali a Evo Morales?

 

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