Bolla finanziaria. E se crollasse tutto?Tribuno del Popolo
giovedì , 21 settembre 2017
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Bolla finanziaria. E se crollasse tutto?

Secondo diversi analisti il nostro sistema economico sarebbe vicino al collasso. Perchè? Sta esplodendo la bolla delle attività finanziarie.

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C’è una bolla che spaventa analisti e addetti ai lavori. Che tipo di bolla? Una bolla pericolosa,  quella delle attività finanziarie denominate in dollari. Una bolla come questa avrebbe, presumibilmente, un pericoloso effetto domino, portandosi dietro tutte le altre bolle che finora sono state tenute a bada grazie alle iniezioni cicliche della Federal Reserve americana e delle altre banche centrali. Il problema è emerso con nettezza ieri, quando tutte le principali borse del pianeta hanno subito un netto e vistoso calo, dal -2,34% di Wall Street, fino al -3,66% di Parigi e il -3% di Londra e Milano. Insomma si tratta di una vera e propria fuga di capitali dalle borse, una fuga che potrebbe avere delle conseguenze disastrose. Del resto già Ben Bernanke, presidente della Fed. che sta per lasciare, aveva spiegato molto bene di volerla smettere con le iniezioni di denaro sonante già a partire dal prossimo anno del caso l’occupazione americana dovesse scendere al 6,5%. In sostanza il vero nodo della questione è che l’economia mondiale è ferma, mentre la finanza globale ha continuato in modo crescente la corsa alla speculazione con i fondi concessi dalle banche centrali. Insomma la nuova liquidità emessa dalla Fed e dalle banche centrali non defluisce verso l’economia reale, ma resta nelle banche private.

E perché dovrebbe “defluire” via? Le banche sistemiche stanno ancora affrontando il “deleveraging” imposto dall’esplosione 2007-2008. Che vuole dire? Fin lì avevano usato una “leva” finanziaria decisamente eccessiva; ovvero avevano concesso una quantità di prestiti quasi senza più rapporto con il loro patrimonio netto (soldi realmente in cassa, proprietà immobiliari, partecipazioni azionarie, ecc). Si erano “protette” dai rischi connessi a questa “esposizione” generando quantità altrettanto inconcepibili di “prodotti finanziari derivati”, con un prezzo slegato da qualsiasi riferimento concreto o almeno da un riferimento rintracciabile. Debito su debito, titoli “garantiti” da altri titoli, montagne di carta straccia che sono andate crescendo fuori di ogni controllo, su mercati “over the counter”, fuori da ogni regola borsistica (che già sono fin troppo lasche).”, ha spiegato Claudio Conti in un suo articolo illuminante su Contropiano. E’da ottobre che la Fed. programma acquisti di quella che è vera e propria carta straccia per 85 miliardi di dollari al mese. Si tratta di carta straccia però, che viene pagata a peso d’oro con dollari americani pronti per essere spesi subito. Le banche hanno subito approfittato di questa congiuntura per aprire nuove attività a rischio ma che, ovviamente, sono molto redditizie, e così la carta straccia aumenta. Ma in effetti per quale motivo una banca dovrebbe poi trasferire parte della nuova liquidità all’economia reale? Produrre fisicamente non è molto redditizio e soprattutto ci si mette troppo tempo prima di incassare, molto meglio intavolare scambi elettronici su piazze globali, incamerando cifre elevate in pochi minuti. Persino i beni primari come cibo e abbigliamento vengono consumati di meno, si tratta di una crisi di sovraproduzione di capitale, una crisi che ha visto un gigantesco drenaggio di risorse finanziarie dai redditi del lavoro alle banche. Insomma, con i dollari che vengono utilizzati per giochi di prestigio alla stregua di oppio per tenere in piedi il sistema, camminiamo come elefanti in una cristalliera, sapendo che da un momento all’altro, potrebbe crollare tutto.

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