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giovedì , 21 settembre 2017
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Bombe francesi sulla Siria?

François Hollande ha dato l’annuncio: Parigi bombarderà l’isis in Siria nei prossimi giorni. Fino a oggi le forze armate francesi partecipavano alla coalizione anti-Isis in Iraq. Peccato che bombardare l’Isis senza favorire Assad rappresenti una sorta di contraddizione in termini che la dice lunga sulla confusione dell’Occidente su quanto sta accadendo in Siria. 

La Francia bombarderà obiettivi del Califfo anche in Siria, è questo l’annuncio odierno fatto dal presidente francese Hollande, uno da sempre molto attivo per quanto riguarda la politica estera transalpina degli ultimi anni. A oggi la Francia partecipava già alla coalizione anti-Isis attiva in Iraq, e adesso Parigi vorrebbe cominciare a entrare in azione anche in territorio siriano. Se non altro l’Eliseo ha chiarito di non voler inviare truppe via terra ma di limitarsi a effettuare raid aerei. La sensazione però è che la Francia e l’Occidente in generale abbiano le idee piuttosto confuse sul come operare in Siria dal momento che il loro obiettivo primario più che annientare l’Isis sembra essere quello di non favorire Bashar al-Assad. Fino a questo momento infatti le truppe francesi operavano solo in Iraq proprio perchè si rifiutavano attaccando l’Isis in Siria di “fare il gioco” di Assad. Evidentemente però ha pesato non poco sulla decisione di cambiare strategia il fatto che diversi attentati effettuati in territorio francese dai jihadisti siano stati escogitati proprio in Siria. Attualmente la Francia agisce all’interno dell’ambito della coalizione Chammal, ovvero la coalizione arabo-occidentale a guida Usa che riunisce anche Arabia Saudita, Canada e diversi paesi europei  e che si occupa sulla carte di combattere l’Isis. Nell’ultimo anno la coalizione avrebbe compiuto 5200 raid contro i jihadisti ma ha fallito clamorosamente nel suo obiettivo dato che il Califfo appare più forte che mai tra Iraq e Siria. Questo perchè probabilmente attaccare l’Isis dall’alto senza una adeguata forza di terra rappresenta un “sogno” irrealizzabile per le cancellerie occidentali che dovrebbero al contrario prendere atto che le uniche forze che combattono fattivamente via terra contro il Califfo sono le forze armate siriane e irachene, Hezbollah, le milizie curde e altre milizie locali. Continuare a ritenere Assad e il suo governo come la stessa cosa dell’Isis finirà inevitabilmente per rafforzare lo Stato Islamico, alimentando così un gioco al massacro.

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