Boschi e Renzi a testa bassa contro i sindacatiTribuno del Popolo
domenica , 26 marzo 2017
Ultime Notizie
Link Sponsorizzati:

Boschi e Renzi a testa bassa contro i sindacati

Governo Renzi scatenato contro i sindacati. Il ministro delle Riforme, Maria Elena Boschi, ha colto l’occasione per attaccare nuovamente i sindacati, accusati di tenere in mano la scuola e di non farla funzionare. Durissima la risposta della Cgil che parla di “disprezzo della democrazia”. Ma il governo Renzi non sembra curarsi minimamente dei giudizi altrui, e tira dritto per la sua strada, costi quello che costi. 

Il governo Renzi mal sopporta le critiche; questo lo si sapeva ma evidentemente le proteste di massa di tutto il Paese contro la riforma della “Buona Scuola” deve aver irritato non poco Renzi e soci. Forse anche per questo Maria Elena Boschi, ministro delle Riforme e fedelissima di Renzi, ha pensato bene di attaccare per l’ennesima volta i sindacati, diventati per il governo un pò come l’ “uomo nero”. “La scuola solo in mano ai sindacati funziona? Io credo di no”, ha ringhiato la ministra mostrando quindi tutta la contrarietà del governo Renzi nei confronti dei sindacati. Non è tardata però la risposta della Cgil: “Il problema della scuola non sono i sindacati, ma le scelte sbagliate del governo“, e poi ancora la Cisl: “La dichiarazione della ministra Boschi conferma l’arroganza e il disprezzo della democrazia“. Persino la cosiddetta “minoranza” interna al Pd ha ritenuto necessario prendere le distanze da quanto dichiarato dalla Boschi, e in questo senso ci ha pensato Stefano Fassina: “Che tristezza, la Boschi parla come la Gelmini nel 2008..“. Già, eppure Fassina continua a rimanere lì nel Pd e, almeno per ora, non sembra voler prendere la stessa decisione di Pippo Civati, che la scorsa settimana ha annunciato di voler lasciare il Pd. Ma il governo continua in modo autoreferenziale a dire di aver davvero fatto una bella riforma, se lo dicono da soli quasi come un disco rotto, esattamente come facevano Berlusconi e la Gelmini una stagione politica fa. L’atteggiamento della Boschi poi sembra quasi volto a intimidire i sindacati, a ricattarli, a indicarli come il solito capro espiatorio anche confidando del fatto che il populismo antisindacale nel nostro Paese è stato diffuso a piene mani dal berlusconismo. Domenico Pantaleo, segretario generale della Flc-Cgil, ha risposto senza giri di parole alle accuse della Boschi: “La scuola non è dei sindacati ma nemmeno proprietà privata del Governo. È del Paese e di chi quotidianamente garantisce alle nuove generazioni di avere una istruzione all’altezza dei tempi” . E gli emendamenti approvati sulla riforma non bastano per nulla a rassicurare i sindacati dato che non cambiano l’impianto autoritario di fondo. E intanto il 19 maggio, data in cui il ddl arriverà alla Camera, si avvicina, e si avvicina anche il 15 giugno, la data in cui spetterà al Senato approvarlo. Ma per ora le prospettive positive vengono viste solo da Boschi e soci che continuano a parlare bene di se stessi e del proprio operato, veri e propri venditori di fumo che contano anche su un apparato mediatico del tutto asservito e complice. E la parola d’ordine della ministra è sempre la stessa: fare in fretta. Non si capisce bene per quale motivo ma tutti i membri del governo Renzi ritengono che siano gli italiani ad averli incaricati di riformare qualsiasi cosa in tempo zero: “gli italiani non ci perdonerebbero se mandassimo all’aria tutto“, confondendo forse i loro elettori (pari al 25% di chi ha esercitato il diritto di voto) con la totalità dei cittadini che comunque Renzi non lo hanno mai votato. Insomma un governo che diventa sempre più autoritario e spavaldo nei confronti di chiunque osi mettere in discussione la sua autorevolezza.

VAI SULLA PAGINA FB DEL TRIBUNO

Link Sponsorizzati:

Commenti chiusi.

Link Sponsorizzati:
Scroll To Top