Bosnia. La rabbia del popolo contro la crisiTribuno del Popolo
giovedì , 30 marzo 2017
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Bosnia. La rabbia del popolo contro la crisi

Disoccupazione, corruzione, inazione del governo, sono questi i motivi che hanno portato la Bosnia a sollevarsi e a chiedere riforme.

Un tempo la Bosnia aveva al suo interno dei veri e propri polmoni industriali, vedi Tuzla, dove migliaia di operai riuscivano a trovare una occupazione. Oggi molti degli stabilimenti della zona sono falliti, al punto che intere zone sono diventate un vero e proprio deserto industriale. La chiusura della Dita, una fabbrica di detergenti molto nota nella regione, è stata la cosiddetta goccia che ha fatto traboccare il vaso. Il malcontento esploso nei scorsi giorni nelle città bosniache è un malcontento antico, che non nasce per caso, è un malcontento che cova sotto la sabbia da almeno vent’anni ed è esploso solo oggi a causa del nepotismo e dell’inazione di un governo sempre più incapace di far fronte alla situazione. Un governo, quello di Sarajevo, che è paralizzato da conflitti interni e non è riuscito per diversi modi a portare a termine la transizione verso una economia di mercato efficiente. Tradotto, il capitalismo in Bosnia ha fallito miseramente producendo niente altro che privatizzazioni scellerate e fallimenti, al punto che oggi un bosniaco su due è disoccupato. Il fallimento del governo del resto ha radici antiche, che risalgono al conflitto jugoslavo del 1992-1995, quando gli accordi di Dayton sono riusciti a ricomporre le parti in conflitto imponendo un procedimento istituzionale complicato che permette a croati, serbi e bosniaci di essere tutti rappresentati in modo paritario ed equo nelle istituzioni. Ecco il motivo per cui la Bosnia è formata da due entità distinte, la Federazione croato bosniaca della Bosnia-Ervegovina, e la repubblica serba di Bosnia o repubblica Srpska. Ognuna di loro è suddivisa a sua volta in cantoni e regioni, con i cantoni che godono di grande autonomia e hanno il loro proprio governo. Da qui un vero e proprio sottobosco di lacci e lacciuoli, il paradiso del clientelismo e della corruzione dal momento che ciascuna delle due entità prevede la presenza di una presidenza collegiale e tripartita tra serbi, bosniaci e croati, e vi è anche un governo centrale e un parlamento bicamerale con il compito di elaborare alcune delle politiche nazionali. Di fronte a tutto questo forse si capisce un pò di più il motivo che ha portato migliaia di bosniaci a scendere in piazza per manifestare la loro rabbia nei confronti di un governo completamente imbelle. E intanto anche in Serbia, in quel di Belgrado, circa 300 cittadini sono scesi in piazza per protestare e appoggiare i manifestanti in Bosnia ed Erzegovina, mostrando che evidentemente il malessere dei Balcani è molto profondo e la tanto attesa “occidentalizzazione” ha fallito clamorosamente nel creare benessere.

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