Bossi il ritorno: "Il capo della Lega sono ancora io". E apre a un ritorno con il Pdl | Tribuno del PopoloTribuno del Popolo
lunedì , 16 gennaio 2017
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Bossi il ritorno: “Il capo della Lega sono ancora io”. E apre a un ritorno con il Pdl

Umberto Bossi ha concesso oggi un’intervista a “Il Fatto Quotidiano” nella quale ha dichiarato di essere ancora lui il “capo” del Carroccio, e soprattutto ha aperto a un ritorno di fiamma nel centrodestra di Alfano e Berlusconi.

Siamo alle solite, il Senatùr proprio non vuole saperne di farsi da parte. Non sono bastate a piegarlo le bastonate giudiziarie che hanno investito lui e la sua famiglia, oltre che naturalmente Belsito, e ora Bossi è pronto a tornare, proprio all’indomani del passaggio di consegne dello scettro del potere a Maroni. “Sono ancora il capo”, ha annunciato ai microfoni del “Fatto Quotidiano”, cui ha concesso una interessante intervista. Bossi ha rilanciato sostenendo di essere ancora il capo del partito, e ha parlato un pò di tutto, aprendo anche a Maroni come futuro governatore della Lombardia al posto di Formigoni: “Lui ora è segretario e ha molte cose da fare, anche se ha venti persone con lui e io l’aiuto, ma il governatore si fa a tempo pieno”. Il Senatùr comunque ha ammesso che il suo partito ha ricevuto diverse ripercussioni negative dopo l’esplosione del caso Belsito:”Tutto il casino l’avete montato voi giornalisti e la magistratura, ma poi quello lì non è stato arrestato. Lusi è finito in carcere e il nostro amministratore no. Significa che che è stata una montatura, a Roma noi non appoggiamo questo governo e qualcun altro ha voluto colpirci così, perchè armi oneste non ne avevano, continuiamo a far paura”. Non poteva mancare poi la solita sparata identitaria da “Ràs” padano in risposta alla domanda se sarebbe possibile cancellare l’adunata annuale di Pontida: “È una cazz… dei giornali, non si può cancellare, è impossibile. Come il Và Pensiero, sono cose sacre, intoccabili per ogni leghista”. Ma Bossi dimostra di avere le idee chiare non solo per quanto riguarda la tenuta interna della Lega, ma anche per quanto riguarda il le tattiche da utilizzare in vista delle prossime elezioni. Come di consueto l’ex leader leghista ha aperto, ancora una volta, all’alleato di un tempo, Silvio Berlusconi: “Un ritorno dell’asse Pdl-Legasarebbe un buon segnale, ma è ancora troppo presto e dipende se cambiano la legge elettorale o no”, ha detto Bossi, “A noi  il Porcellum andrebbe ancora bene, parlare di alleanze è prematuro. Ho visto che qualcuno pensa al Pd, altri parlano con Alfano. Dobbiamo metterci d’accordo”. Insomma, in Padania sembra andare in onda un film già visto. Insomma il lupo perde il pelo ma non il vizio, così, come quando dopo aver chiamato negli anni Novanta Berlusconi mafioso, il Senatùr poi ha abbracciato il Cavaliere riscoprendolo un amico, oggi potrebbe nuovamente rilanciare il sodalizio Padania-Pdl che tanti danni ha fatto a questo povero Paese. Ci manca solo il ritorno di Fini, e i pezzi del mosaico tornerebbero tutti al loro posto. Solo Bossi del resto poteva accusare “Roma” di aver montato un “casino” di fronte alla prova provata che suo figlio Renzo utilizzava il suo autista come una sorta di bancomat, investendo a proprio vantaggio fondi provenienti dalle casse del partito.

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