Brasile. Ecco le prove del Golpe contro la RousseffTribuno del Popolo
mercoledì , 16 agosto 2017
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Brasile. Ecco le prove del Golpe contro la Rousseff

Romero Jucà. ministro della Pianificazione brasiliano, si è dimesso dopo la diffusione di una intercettazione telefonica in cui affermava che se Temer fosse salito al potere al posto della Rousseff si sarebbero rallentate le indagini sulla corruzione nella compagnia Petrobras. E la Rousseff infatti ha subito ribadito di aver subito quello che si configura come un vero e proprio #Golpe.

I media occidentali hanno subito presentato quanto sta accadendo in Brasile come una sorta di rivoluzione contro la tirannia, eppure a scavare un minimo appare evidente come quanto sta accadendo nel paese carioca sia invece più vicino a un Golpe, peraltro maldestro. Infatti a solo pochi giorni dal suo insediamento dopo che la presidente Rousseff è stata sospesa dal Senato, un nuovo scandalo ha travolto il nuovo presidente brasiliano ad interim Michel Temer. Il ministro della Pianificazione Romero Jucá  ha infatti comunicato di aver lasciato temporaneamente il proprio incarico a seguito della diffusione di una intercettazione in cui si affermava che nel caso Temer fosse salito al potere al posto della Rousseff si sarebbero in qualche modo potute rallentare le indagini per corruzione contro la Petrobras. Notizie molto gravi pubblicate dal quotidiano Folha che inchiodano Jucà alle proprie responsabilità in quanto la registrazione riguarda una chiacchierata intrattenuta da Jucà con l’ex dirigente petrolifero Sergio Machado. Jucà avrebbe detto che “bisogna cambiare il governo per tamponare questa emorragia“.  Un quadro inquietante aggravato anche dal fatto che Jucà avrebbe anche detto di essere in contatto con i comandanti militari e di aver avuto il via libera dalla Corte Suprema. Insomma un vero e proprio golpe di palazzo e infatti la Rousseff ha risposto senza mezzi termini: . “Se ci fossero ancora dubbi sul fatto che è in corso un golpe basato sull’inganno, le parole di Juca sugli obiettivi reali dell’impeachment e su chi è dietro di lui, rimuovono ogni dubbio”. E cosa dicono a riguardo tutti quei media disposti a dare spazio a tutti i detrattori del governo Rousseff? A migliaia i sostenitori della presidenta sono scesi in piazza per protestare contro quello che si configura ormai con un Golpe portato avanti con l’appoggio degli Stati Uniti e dei media mainstream, una ennesima manovra per ricacciare indietro i successi delle sinistra in America Latina. Un clima pesante quello brasiliano, un clima che potrebbe anche portare a un conflitto civile che avrebbe esiti devastanti ancor più che le Olimpiadi di Rio incombono.

Tribuno del Popolo

 

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