Brasile. Il "compagno" Romario il lato oscuro del progessoTribuno del Popolo
venerdì , 28 luglio 2017
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Brasile. Il “compagno” Romario il lato oscuro del progesso

In Brasile ci saranno i mondiali di calcio nell’estate 2014 e ora si fanno le prove generali con la Confederation Cup. Il progresso però ha un suo prezzo e per far posto alle strutture sportivo sono state sfrattate oltre 100.000 persone. Romario, ex campione e attivista di sinistra, è sceso in campo per difenderle.

Vi ricordate di Romario? Stiamo parlando del campionissimo brasiliano campione del Mondo nel 1994 che da tempo ha appeso le scarpette al chiodo per intraprendere la carriera politica. Attualmente Romario è il deputato del Partito socialista (Psb), e da sempre è schierato a difesa degli ultimi e dei più deboli. Nonostante il Brasile abbia un governo di sinistra e progressista che tanto ha fatto soprattutto per le fasce più povere della popolazione, il Brasile presenta ancora molti coni d’ombra. Ad esempio in vista dei mondiali del 2014 il Brasile ha messo in atto un gran numero di cantieri per accogliere al meglio la competizione sportiva, e ha intrapreso una serie interminabile di cantieri per costruire le strutture sportive. Chiaramente però la modernizzazione non avviene senza bruschi strappi, basti pensare che solo per costruire il mitico stadio Maracanà sono stati abbattuti un museo indigeno, una scuola pubblica e un numero imprecisato di abitazioni. E abusi simili sono stati compiuti nelle altre città brasiliane interessate dai megaprogetti “necessari” per i Mondiali del prossimo anno. Secondo uno studio delle Nazioni Unite citato dal quotidiano Folha, solo a San Paolo il numero totale di persone sfrattate per far posto alle opere sportive è di circa 100.000 persone, rimaste in mezzo alla strada abbandonate dalle istituzioni, ma non da tutti. Romario infatti ha deciso di farsi portavoce dei loro diritti, e ha fatto della loro lotta il proprio cavallo di battaglia. Nelle scorse ore, profittando della vetrina offerta dalla Confederation Cup, migliaia di persone sono scese in piazza in diverse città brasiliane per protestare contro il governo. A Brasilia i militanti del Movimento dei lavoratori senza casa(Mtst) hanno improvvisato blocchi stradali incendiando pile di pneumatici, in modo da impedire per un po’ l’accesso al nuovo stadio Mane Garrincha, dove si sarebbero poi sfidati Brasile e Giappone per la prima gara della Confederation Cup. Proteste simili si sono tenute a Rio de Janeiro e San Paolo, dove i brasiliani sentono di più il peso del recente aumento del costo della vita, che sta erodendo il potere d’acquisto dei più poveri. Da qui la nascita della campagna “Copa para quem?” (“Una coppa per chi?”) tesa a organizzare e coordinare le proteste per denunciare le violazioni dei diritti umani che stanno avvenendo al fine di realizzare i due mega-eventi sportivi (Coppa del Mondo 2014 e Olimpiadi 2016) e i relativi mega-progetti”. La Fifa viene qui, mette in piedi uno Stato nello Stato, e poi se ne va con 2 o tre miliardi di dollari tra le grinfie. E poi? Che ne sarà di questi ‘elefanti bianchi’, gli stadi che ci sono costati 2 miliardi di dollari?”, ha detto Romario due settimane fa a Bbc Mundo. Insomma, Romario ha sollevato un problema reale, quello della costruzione di opere faraoniche che rimarranno simili a cattedrali nel deserto, spesso costruite in regioni dove non esistono squadre di calcio in grado di garantirne la sostenibilità una volta finiti i Mondiali. Basti pensare che il nuovo stadio Mane Garrincha di Brasilia, che insieme al Maracana di Rio sarà il simbolo della prossima Coppa del Mondo, è costato al governo del Distretto Federale circa 600 milioni di euro. Nel complesso la spesa per le strutture sportive supera abbondantemente i 2 miliardi di euro. Lo stesso denaro poteva essere speso nell’istruzione, nella sanità, cose molto più importanti per il nostro Paese”, ha detto ancora Romario.

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