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martedì , 25 luglio 2017
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Brasile. In duecentomila marciano per la redistribuzione dei proventi del petrolio

Circa duecentomila brasiliani hanno affollato le strade di Rio de Janeiro per protestare contro la mancata redistribuzione dei proventi del petrolio. Un’ombra si allunga sulle Olimpiadi del 2016..

Il Brasile è una delle potenze continentali che cresce maggiormente dal punto di vista economico, al punto da far pensare a un roseo futuro. Oggi però le contraddizioni interne al paese lusofono sono ancora tante, come si può facilmente arguire osservando la grande manifestazione che ha avuto luogo per le strade di Rio de Janeiro nelle scorse ore. Il “titolo” della protesta era evocativo: “Veto Dilma! Against injustice. In defense of Rio.”,  e la partecipazione alla manifestazione è stata massiccia, con molti manifestanti che sono arrivati anche dai sobborghi vicini. La protesta era contro la legge che per le regioni produttrici di petrolio abbassa la percentuale dei proventi del petrolio dal 26 al 20% , redistribuendo la differenza negli altri stati brasiliani. Per incoraggiare l’appoggio pubblico alla protesta i trasporti sono stati resi gratuiti per tutta la città a partire da lunedì pomeriggio. Centinaia di persone hanno preso parte alla dimostrazione per le strade della città e lo stesso governatore dello Stato di Rio, Sergio Cabral, ha definito senza troppi giri di parole come “incostituzionale” la nuova legge. Cabral si è speso pubblicamente per chiedere al presidente Dilma Rousseff di porre il veto su questa legge, che porterebbe lontano dalle casse dello Stato di Rio qualcosa come 9 miliardi di dollari. Senza questi soldi sarebbero a rischio anche i prossimi giochi Olimpici del 2016. Julio Bueno, segretario per lo sviluppo economico ha detto che le conseguenze per lo stato di Rio sarebbero con questa legge semplicemente disastrose dal momento che molte cittadine erano use ottenere oltre il 60% dei propri guadagni proprio dai proventi del petrolio.

A man plays a guitar during a protest in downtown Rio de Janeiro, November 26, 2012. (Reuters / Pilar Olivares )
A man plays a guitar during a protest in downtown Rio de Janeiro, November 26, 2012. (Reuters / Pilar Olivares )
La nuova legislazione dovrebbe costare alla città di Rio qualcosa come 1,6 miliardi di dollari all’anno a partire dal 2013, e i proventi del petrolio sottratti verranno reinvestiti in altre regioni del Brasile. La legge della discordia era stata discussa nel Parlamento brasiliano il 7 novembre, ma le autorità di Rio ora stanno cercando di operare pressioni sulla Rousseff per stralciare il progetto di legge prima che entri in vigore definitivamente. Dilma Rousseff avrà tempo fino a venerdì per esercitare il suo veto, qualora non dovesse farlo le autorità di Rio hanno deciso di portare il caso di fronte alla Corte Suprema. Vi è però l’altro rovescio della medaglia, rappresentato questa volta da quegli stati brasiliani che non sono invece produttori di petrolio e che premono per una maggiore redistribuzione in tutto il Paese. Con la nuova legislazione questi paesi vedranno i proventi di petrolio aumentare dal 7 al 21% nel 2013.
D.C

 

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