Brasile. La "pazza" idea di LulaTribuno del Popolo
sabato , 21 gennaio 2017
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Brasile. La “pazza” idea di Lula

Brasile. La “pazza” idea di Lula

Luiz Inacio Lula da Silva potrebbe ricandidarsi alle prossime elezioni presidenziali fissate per il 2018. Il suo sarebbe un ritorno in scena clamoroso anche se per molti si è trattato solamente di una mossa di propaganda. 

Il Brasile sta affrontando un periodo molto difficile sotto diversi punti di vista e lo sta facendo in un contesto internazionale non propriamente favorevole. Basti pensare all’attacco mediatico subito dal Brasile in occasione dei Mondiali di calcio dove il mainstream ha martellato quasi quotidianamente con le notizie degli scontri e del malessere di parte del popolo brasiliano per screditare il governo di Dilma Rousseff agli occhi del mondo. Inutile dire che Lula prima e la Rousseff poi hanno conseguito anche dei risultati straordinari per il paese soprattutto dal punto di vista del progresso (LEGGI QUI), anche se in fin dei conti tutto ciò è interessato ben poco alla stampa internazionale che, al contrario, ha cercato di far passare il governo brasiliano come corrotto, vorace e ingiusto nei confronti dei cittadini. Sicuramente avrà anche le sue colpe ma il problema è il solito, ovvero che dall’altra parte c’è una destra aggressiva e soprattutto alleata degli interessi di multinazionali e Stati Uniti, una destra che sta facendo di tutto per scalzare la Rousseff e mirare al potere.

Anche per questo Lula, ex presidente del Brasile dal 2003 al 2011 che tanto ha fatto per migliorare alcune criticità storiche del Paese, potrebbe anche pensare di ricandidarsi pur di sbarrare la strada all’opposizione in vista delle elezioni presidenziali del 2018. In una intervista alla Radio Itatiaia di Belo Horizonte Lula ha detto senza mezzi termini: “Sinceramente spero che siano disponibili altre persone, ma se l’opposizione pensa che non ci sarà duello io tornerò in campo”. Lula è anche il fondatore del Pt, il Partito dei lavoratori oggi al governo, e ha aggiunto di avere come obiettivo quello di sbarrare la strada alle ambizioni dell’opposizione. E’ inutile ricordare che il Brasile è un paese particolarmente strategico dal punto di vista geopolitico e che un “regime change” farebbe comodo a molti, ecco perchè la Rousseff ha subito gli effetti di continue campagne denigratorie che peraltro non si sono ancora arrestate.

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