Brasile. La popolazione protesta contro l’ondata di cannibalismo economicoTribuno del Popolo
mercoledì , 24 maggio 2017
Ultime Notizie
Link Sponsorizzati:

Brasile. La popolazione protesta contro l’ondata di cannibalismo economico

In questo giorni si sta svolgendo in Brasile la Confederations Cup, preludio dei Mondiali calcistici del prossimo anno. Tra poco più di un mese, inoltre, il Paese ospiterà la Giornata Mondiale della Gioventù. L’accumularsi di questi eventi ha portato il governo ha spendere cifre faraoniche per organizzazione e logistica trascurando le istanze dei suoi cittadini. Per questo motivo ieri circa 200mila manifestanti hanno messo a ferro e fuoco la capitale Brasilia.

Photo Credit

Dopo le rivolte di Istanbul e in Turchia, anche in Brasile migliaia di persone hanno messo a ferro e fuoco le strade delle principali città del Paese. La scintilla che ha fatto saltare in aria la già irrequieta polveriera di uno degli stati più potenti del Sud America è stato l’aumento del costo del biglietto per il trasporto pubblico, ma i brasiliani sono già da tempoinsofferenti al governo della Rousseff.

Il Brasile infatti, forse perché forte dell’enorme crescita economica degli scorsi anni, si è impegnato già da tempo ad ospitare, oltre all’attuale Confederations Cup, anche i Mondiali, la giornata mondiale della gioventù e le Olimpiadi del 2016. Risultato? Spesa pubblica alle stelle, costo della vita raddoppiato e politiche iperinflative fuori controllo.

Per questo motivo oltre 100mila persone sono scese ieri in piazza a Brasilia manifestando con la forza il loro disappunto. La piazza contesta alla Rousseff e alla sua squadra di occuparsi solamente degli investimenti esteri, che rimpinguano soprattutto le casse delle imprese delocalizzate dall’America del Nord, e non dei problemi dei cittadini. I manifestanti, stando alle notizie delle agenzie, non si identificano in nessun partito, essendo delusi sia dalla socialdemocrazia dell’ex presidente Lula che dai partiti liberali.
Quel che è certo è che la protesta sta dilagando con una velocità impressionante tra i giovani brasiliani i quali, soprattutto grazie alla rete, starebbero lavorando ad un coordinamento delle proteste a livello nazionale già per questa settimana. Nel frattempo il governo ancora non ha reso ufficialmente nota la sua linea sulle proteste, ma più di qualcuno pronostica una durissima repressione. Una delle locomotive dell’economia mondiale, seppur nell’ultimo biennio abbia perso un po’ di quella propulsione che invece continua ad animare Cina e India, non può mostrarsi al mondo intero così debole da permettere ad un piccolo manipolo di ventenni di salire sopra il tetto del Parlamento di Brasilia proclamandone l’appartenenza al popolo.

Il Brasile infatti, sia per i costi risibili della manodopera che per le sue materie prime, è un Paese tenuto sott’occhio dalle multinazionali di mezzo mondo e queste proteste rischiano di intaccarne l’affidabilità ai loro attenti occhi. Quel che è certo è che il popolo brasiliano, conscio del bieco sfruttamento che sta prendendo piede sul loro suolo, non starà a guardare. Tra un mese ci sarà la prima visita ufficiale di Papa Francesco e per quella data il governo non ha certo alcuna voglia di assistere a simili proteste.

  Fabrizio Leone

VAI SULLA PAGINA FB DEL TRIBUNO

Link Sponsorizzati:

Commenti chiusi.

Link Sponsorizzati:
Scroll To Top