Brasile. L'ombra della Casa Bianca sulle elezioni?Tribuno del Popolo
martedì , 17 gennaio 2017
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Brasile. L’ombra della Casa Bianca sulle elezioni?

Brasile. L’ombra della Casa Bianca sulle elezioni?

Prima la campagna internazionale mediatica contro il Brasile in occasione dei mondiali, poi uno schianto sospetto, quello del velivolo del candidato alle presidenziali Edoardo Campos, e infine la candidatura al suo posto di Marina Silva, suo vice e grande amica degli Stati Uniti, la donna giusta per battere la Rousseff, colpevole di avere amici sgraditi a Washington. 

Ve li ricordate i giornali e i social network ai tempi dei mondiali del Brasile? Tutti, disgustati, se la prendevano con il governo brasiliano con i media occidentali compatti nello schierarsi tutti contro il governo brasiliano della Rousseff, che, per inciso, negli ultimi anni ha combattuto come nessuno la povertà nel Paese. Ma evidentemente fare del bene per gli ultimi e per i poveri non porta molti amici a Washington, e il fatto che il Brasile rivesta un ruolo cruciale nel Sudamerica, rende le imminenti elezioni presidenziali del 28 ottobre uno spartiacque importantissimo. In Sudamerica gli Usa hanno già provato in mille modi a destabilizzare il Venezuela con una sorta di Primavera che aveva occupato le prime pagine per un pò, poi però i nodi sono venuti al pettine e dal nulla il Venezuela è semplicemente uscito dalle notizie dei giornali, forse perchè gli amici di Washington, ovvero la destra antichavista, non è riuscita a riempire le piazze a far cadere il governo come sperato. Ma torniamo al Brasile e pensiamo al periodo successivo ai mondiali di calcio, quando avvenne una tragedia: la caduta dell’aereo del candidato alle presidenziali Edoardo Campos. Ora noi non ci spingiamo a dire che sia stata la Cia a sabotare l’aereo, ma sappiate che in molti lo ritengono credibile, a cominciare da Wayne Madsen, ex funzionario della Nsa, che ha accusato direttamente i servizi americani (Leggi qui) . Ma attualmente non è possibile stabilire se la Cia abbia effettivamente o meno sabotato l’aereo che trasportava Edoardo Campos, il rivale interno al Partito Socialista di Dilma Rousseff, quello che però si può sostenere con certezza è che Campos non aveva alcuna speranza di vincere contro la presidenta, mentre Marina Silva può farcela e piace molto, guardacaso, proprio alla Casa Bianca. Casualità? Forse. Anche perchè Brasilia negli ultimi tempi ha tirato “un pò troppo la corda”, passateci il termine, osando ospitare un vertice tra i capi di governo dei Brics, un vertice non casuale che si è tenuto in un momento in cui tra crisi in Siria e in Ucraina l’egemonia degli Stati Uniti e del dollaro è messa seriamente in discussione. Paul Krugman, come ha mirabilmente riferito Franco Fracassi sul sempre puntuale PopoffGlobalist, disse a questo riguardo parole inequivocabili commentando l’incontro della Rousseff con Putin, Xi Jinping e gli altri leader dei Brics orientato a costruire un sistema economico alternativo a quello delle multinazionali americane e della Nato: “Se ciò accadesse gli Stati Uniti si troverebbero nel baratro, e con loro le economie strettamente collegate a Washington. Obama non lo potrebbe mai permettere”. Ecco quindi che il 28 ottobre qualcuno sarebbe molto felice della sconfitta della Rousseff, la Casa Bianca infatti. Marina Silva infatti è l’ex leader del Partito Verde, viene descritta come “creatura di George Soros”, lo stesso peraltro che ammise di aver ingerito nella “costruzione” del Majdan a Kiev. Madsen poi nel suo articolo ha fornito anche diverse spiegazioni tecniche per rendere palese l’anomalia della caduta dell’aereo di Campos, ma non essendo noi dei tecnici non vogliamo commentare, per quanto ci suonino convincenti. Quello che emerge invece è che Marina Silva è una ambientalista della prima ora, impegnata da trent’anni in una nobile causa, ovvero la salvaguardia dell’Amazzonia. Peccato che tutte le sue mirabili campagne ambientaliste siano state finanziate dall’Open Society Institute, di proprietà del finanziere statunitense George Soros, appunto. Ma non è finita qui, Fracassi ci ricorda che Marina Silva è anche un membro attivo della Chiesa pentacostale di Dio i cui fedeli si definiscono “cristiani sionisti” e finanziano l’estrema destra israeliana (Leggi qui) . Ovviamente inoltre Marina Silva sembra volere, in caso di elezioni, stringere affari con Washington, esattamente il contrario di Lula e Rousseff. 

photo credit: <a href=”https://www.flickr.com/photos/talitaoliveira/4960637363/”>Talita Oliveira</a> via <a href=”http://photopin.com”>photopin</a> <a href=”http://creativecommons.org/licenses/by/2.0/”>cc</a>

Gracchus Babeuf

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