Brasile. Lula non molla e rilanciaTribuno del Popolo
martedì , 28 marzo 2017
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Brasile. Lula non molla e rilancia

Luiz Inacio Lula da Silva, ex presidente brasiliano che era finito nell’occhio del ciclone per l’inchiesta sullo scandalo Petrobras, ha risposto alle domande dei Pm e ha rilanciato il suo impegno politico annunciando di essere pronto a tornare nell’agone politico. Secondo i sostenitori di Lula infatti la vicenda verrebbe strumentalizzata per destabilizzare il governo brasiliano e condurre alla privatizzazione di Petrobras.  

Lula non molla. Personaggio assolutamente unico nello scenario politico brasiliano ha rappresentato una autentica svolta nella storia recente del colosso sudamericano, e non a caso la presidente Rousseff e il governo attuale si pongono in continuità rispetto agli anni della sua presidenza. Chiaramente le posizioni soprattutto in politica estera assunte nel corso degli anni dal Brasile, vedi l’avvicinamento al Venezuela di Chavez e la ricerca di un posizionamento indipendente dall’imperialismo Usa in politica internazionale, non hanno certo procurato una attenzione positiva dei media, che anzi sono stati ben attenti a cogliere ogni elemento negativo per screditare Lula prima, e la Rousseff poi, soprattutto in un periodo di difficoltà economica come quello attuale a causa del crollo dei prezzi del petrolio. Lula era stato anche messo all’indice per via del caso Petrobras, “lava jato”, ovvero una operazione di autolavaggio che ha scandalizzato l’opinione pubblica brasiliana mettendo il colosso petrolifero in primo piano. Nelle scorse ore la polizia ha perquisito la casa di Lula e lo stesso presidente è stato accompagnato in modo coatto dalla polizia  in quanto si era rifiutato di deporre. Lula ha risposto alle domande del pm e al termine della deposizione non è stato incriminato ed è stato acclamato nella sede del Partito dei Lavoratori a San Paolo. Qui Lula ha rilanciato difendendosi a spada tratta davanti ai microfoni della stampa: “Non ho nulla da temere perché non ho fatto niente di male. Se i magistrati mi avessero mandato a chiamare sarei andato, come ho fatto lo scorso 5 gennaio a Brasilia, e si sarebbe evitata questa operazione inutile e spettacolare, questo show” (Repubblica). Non solo, Lula ha anche accusato chiaramente i suoi oppositori di volerlo criminalizzare per toglierlo dai giochi: “Oggi in questo paese essere un amico di Lula sembra sia diventato pericoloso. Ciò che si cerca di fare è criminalizzare il PT e Lula. Non esiste una spiegazione logica, hanno paura che io ritorni alla Presidenza”. Insomma l’ex presidente Lula non sembra volersi fare da parte, ed essendo ancora un personaggio molto amato  la sensazione è che potrebbe anche decidere di tornare nell’agone politico per impedire quello che molti analisti hanno identificato come un tentativo da parte della destra brasiliana di arrivare alla destabilizzazione del governo e alla privatizzazione della statale Petrobras.

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Tribuno del Popolo

 

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