Brasile. Tutto è pronto per i Mondiali. Ecco perchè noi non siamo controTribuno del Popolo
lunedì , 27 marzo 2017
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Brasile. Tutto è pronto per i Mondiali. Ecco perchè noi non siamo contro

Ormai sul web la campagna di indignazione nei confronti del Brasile di Dilma Rousseff ha raggiunto livelli parossistici. A parte le immagini false e le notizie artefatte, girando sui social network si percepisce una indignazione profonda e genuina della maggioranza degli utenti nei confronti del Brasile. Secondo noi però si tratta di “indignazione a orologeria” e proviamo a spiegarvi il perchè. 

Una premessa: Non vogliamo fare quelli che vanno contro a tutti i costi nè essere quelli che vogliono a tutti i costi imporre la propria visione su quella degli altri. A poche ore dall’inizio dei Mondiali però non riusciamo a stare zitti vedendo la campagna mediatica che è stata scatenata contro il Brasile, paese che ospita i Mondiali di calcio. Sfogliando velocemente i Social Network ci si imbatte in migliaia di utenti vittime di quello che già in passato abbiamo definito il fenomeno dell’ indignazione selettiva. In pratica si vedono centinaia di utenti che nel corso dell’anno non si interessano di quello che succede del mondo diventare all’improvviso intellettuali impegnati e prendere posizione contro il Brasile, assurto a Stato canaglia che spara sul proprio popolo per garantire lo svolgimento dei mondiali e i profitti milionari. Una visione che non lascia appello costringendo a prendere le difese dei dimostranti che protestano contro il governo brasiliano, del resto è sin troppo facile dal momento che le immagini della polizia che si scontra con i manifestanti sono reali e quindi è facile credere poi a tutta la visione offerta dal mainstream. Quello che però si dimenticano di dire è che il Brasile è anche uno dei paesi che più ha fatto negli ultimi dieci anni per contrastare la povertà, e infatti milioni di brasiliani oggi possono studiare, avere una casa e una sanità di base proprio grazie a quanto messo in campo dai governi di Lula prima, e della Rousseff poi. Insomma l’unico Paese che viene giudicato per come spende i propri soldi è il Brasile, mentre le opinioni degli intellettuali da salotto stranamente non scalfiscono i paesi amici degli Stati Uniti. Così come in un carnevale in cui gli opposti si sovrappongono, il Brasile che è uno Stato eretto a modello per la lotta alla povertà assurge a emblema di Stato ingiusto e predatorio che affligge i poveri in nome del business. Insomma ormai i media sono capaci di suscitare indignazione selettiva contro questo o quel Paese facendo leva su imput che non falliscono. La maggior parte delle persone non ha tempo per informarsi approfonditamente e semplicemente finisce per prendere per vero quello che viene detto loro in tv, di conseguenza appare sicuramente più facile credere nella cattiveria del Brasile che costruisce stadi facendo morire di fame la popolazione piuttosto che analizzare e approfondire la questione, magari sentendo anche l’altra campana. Magari informandosi su cosa è il Brasile si scoprirebbe che il Paese ha da sempre problemi interni molto gravi che il governo recente ha provato a cominciare a risolvere, magari informandosi meglio sulla situazione del Brasile si sarebbe anche scoperto che i narcos uccidono diverse persone ogni giorno, morti di cui all’Occidente non importava assolutamente nulla prima che il Brasile organizzasse i Mondiali. Forse bisognerebbe ricordare che il Brasile, con coraggio, ha deciso di intraprendere una strada in America Latina che non si incontra con gli interessi americani e quindi occidentali. Partendo da qui si riuscirebbe poi a ricostruire come i media hanno tutto l’interesse a destabilizzare il Brasile soprattutto perchè tra pochi mesi in Brasile si voterà, e se la Rousseff dovesse perdere gli Stati Uniti potrebbero di nuovo riannodare rapporti con il Brasile. E allora addio programmi statali contro la povertà, addio programmi gratuiti di sanità e istruzione, addio assistenzialismo e lotta alla droga. Allora sì, il Brasile sarà “libero” e potrà organizzare in santa pace i Mondiali…

Gracchus babeuf

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