Brasile: un ritorno al passato?Tribuno del Popolo
sabato , 18 novembre 2017
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Brasile: un ritorno al passato?

 Qualche settimana fa, come la stampa ha reso noto, è avvenuto in Brasile l’ impeachement da parte del congresso alla presidente della repubblica Dilma Rousseff per via dello scandalo Petrobras e al conferimento dei poteri al suo ex vicepresidente Michel Terner.

La Rousseff, come ha reso noto alla stampa, annuncia battaglia tanto da dichiarare « non è un addio, è un arrivederci!». Comunque, la ex presidente, in questi giorni aveva fatto ricorso contro la destituzione presso la corte suprema federale, ma quest’ultima ha respinto il ricorso della Rousseff. La situazione in Brasile è diventata molto instabile: secondo il politico del partito d’opposizione « socialismo e libertà» Luiz Araùjo, la situazione può avere tre risvolti: la prima è il decadimento della democrazia brasiliana, fragile e sottomessa agli interessi alle elite economiche ( lo stesso Araùjo, criticava sia i governi Lula che Rousseff per la politica di riappacificazione con le elite economiche); la seconda è la fine di una stagione, cioè dei governi di sinistra, inaugurata con la elezione alla presidenza del Brasile di Lula nel gennaio del 2002; la terza, la più pericolosa è l’inizio di un processo di restringimento dei diritti sociali, riconosciuti dalla costituzione del 1988, frutto, come dice Araùjo, della lotta contro la dittatura militare degli anni ’60 e ’70 appoggiata dagli USA.

Comunque la partita è ancora aperta, anche perché il quadro brasiliano rientra nel più ampio spazio geopolitico latinoamericano ( una simile situazione è avvenuta in Paraguay con la destituzione di Fernando Lugo),e con possibili nuovi sviluppi, visto che lo stesso Turner è sotto inchiesta ( con possibile impeachement) sempre per l’affaire Petrobras.

Andrea Costanzo

Tribuno del Popolo

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