Brasile. Uno zoom sui nemici della RousseffTribuno del Popolo
venerdì , 26 maggio 2017
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Brasile. Uno zoom sui nemici della Rousseff

Chi sono coloro che stanno lavorando ormai da mesi per porre fine al governo della Rousseff in Brasile? Per rispondere a questa semplice domanda basterebbe partire dall’uomo  che qualcuno vedrebbe designato a sostituire la Rousseff, ovvero Michel Temer, uomo colpevole di corruzione che non è certo molto popolare nella società brasiliana. 

Cosa sta succedendo in Brasile ormai lo sanno anche i sassi, con i media che vorrebbero farci credere alla solita storia della “rivoluzione popolare” contro il tiranno che in realtà altro non è che la solita cortina fumogena dei media occidentali che serve a far passare quello che l’Occidente vuole. In molti infatti dimenticano che nemmeno 18 mesi fa proprio Dilma Rousseff aveva vinto la rielezione con qualcosa come 54 milioni di voti, ma evidentemente ciò non basta e infatti i media sono schierati in modo quasi grottesco tutti con i suoi detrattori. Peccato che l’uomo che una certa oligarchia brasiliana vorrebbe mettere al suo posto è Michel Temer, uomo accusato di corruzione che non ha certo consenso popolare. Di questo si parla molto poco ancor più che Temer è indagato per uno scandalo di corruzione mentre un giudice dell’alta corte deciderà della sua incriminazione nelle prossime settimane. Stiamo parlando del vicepresidente del Brasile che potrebbe diventare presidente se il mese prossimo, come sembra, il Senato deciderà di processare la Rousseff. Insomma cacciare la Rousseff per corruzione per sostituirla con un altro personaggio con accuse più gravi sulla testa sembra quasi una farsa, eppure..Del resto le alternative non sono certo meglio, basti pensare al presidente della Camera Eduardo Cunha, considerato da molti un fanatico religioso che è stato protagonista nell’incriminare la Rousseff pur non essendo, a sua volta, integerrimo dato è stato accusato di aver nascosto milioni in conti bancari svizzeri. Insomma sarebbe una vera e propria congiura di palazzo che utilizza il pretesto della corruzione per distruggere un governo, quello di Lula e Rousseff, che per la prima volta nella storia del Brasile tanto ha fatto per le classi popolari. Una volta eliminato il governo Rousseff, ecco che alla Banca centrale brasiliana potrebbero spalancarsi le porte per Paulo Leme, capo della Goldman Sachs brasiliana, per non parlare del fatto che se Temer dovesse diventare presidente si assisterà subito a una politica economica di austerity con relativi tagli di spese che ricadranno proprio sui poveri, come sempre. Non a caso sono molti quelli che parlano della destituzione della Rousseff come il primo passo per la normalizzazione del Brasile lasciando quindi pensare a un vero e proprio processo golpista messo in atto dalle elites finanziarie brasiliane che vogliono utilizzare lo spettro della corruzione per deporre la Rousseff. Il tutto, ovviamente, nel silenzio complice di tutti i media europei, che anzi parteggiano come al solito per le fantomatiche proteste di piazza in stile Maidan e Primavere Arabe.

Tribuno del Popolo

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