Brexit. L'Europa fa qualsiasi cosa per LondraTribuno del Popolo
martedì , 28 marzo 2017
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Brexit. L’Europa fa qualsiasi cosa per Londra, e potrebbe non bastare

Esulta David Cameron per l’accordo raggiunto tra Londra e l’Ue. Al termine di un lungo negoziato sul Brexit alla fine Londra ha ottenuto tutto quello che voleva, e questa non è certo una novità. La sensazione palese è che all’interno dell’Ue non tutti siano uguali, e non si faccia nemmeno niente per nasconderlo.

Tutti esultano, è stato trovato l’accordo sul Brexit, e tutti esultano senza capire nemmeno bene perchè, forse perchè i media negli ultimi tempi hanno bombardato con la paura che la Gran Bretagna abbandonasse l’Unione Europea. A esultare è soprattutto David Cameron che, come da copione, ha portato a casa tutte le richieste avanzate. Non certo una sorpresa dato che solitamente le richieste di Londra vengono sempre prese molto seriamente a differenza di quelle che arrivano da Roma, Atene, Lisbona o Madrid. Ma evidentemente agli europei va bene così, Londra val bene una “messa” e la fascinazione britannica evidentemente non è ancora scemata resistendo alle epoche e alle generazioni. Così Cameron può esultare, dire di aver ottenuto tutto quello che voleva, e a Bruxelles possono stappare lo Champagne tirando un sospiro di sollievo per aver scongiurato il Brexit. La presidente lituana Dalia Grybauskaite, sul suo profilo Twitter ha infatti scritto “Il dramma è superato“, e verrebbe quasi da pensare che tale pensiero sia condiviso da tutte quelle cricche che ormai da anni hanno trascinato l’Unione Europea in lande a loro congeniali, e che ovviamente non hanno alcuna voglia di pensare a una Europa diversa, che magari vada bene anche a qualcun altro. Comunque Londra può esultare e Cameron in modo quasi grottesco dopo aver ottenuto quello che voleva ha rassicurato: “Ora potrò raccomandare di votare sì al referendum“; dopo aver minacciato infatti, e aver ottenuto quello che voleva, ecco che il premier britannico torna amichevole e garantisce che proverà a convincere gli elettori che sia meglio riformare l’Ue da dentro piuttosto che uscirne e rinegoziare 27 accordi bilaterali. E proprio Cameron ha rivendicato di aver ottenuto per Londra uno statuto speciale e che la Gran Bretagna “non farà mai pare del superstato europeo e di un esercito europeo“.  Come a dire che la Gran Bretagna è disposta ad avere tutti i vantaggi dell’Europa senza però essere disposta ad assumersi nessun onere, e al resto dell’Europa ovviamente va bene. Al contrario però altri paesi devono ottemperare continuamente a degli oneri insopportabili per continuare a rimanere in Europa. Non solo, alla Gran Bretagna viene concesso quello che non viene concesso a nessun altro paese, ad esempio Londra ha ottenuto di limitare l’accesso welfare per 7 ani ai lavoratori europei che arrivano in Inghilterra, e questo si configura come un vero e proprio strappo alla regola per l’Europa, che invece non ha ammesso mai alcuna deroga per Grecia e Italia o altri “figliastri”. Il premier britannico inoltre ha ottenuto che in una futura riscrittura del Trattato europeo verrà chiaramente scritto che il concetto di “unione sempre più stretta” tra i paesi europei non varrà per Londra. E il bello è che tutte queste concessioni potrebbero diventare comunque lettera morta se nel referendum dovesse vincere il Brexit.

Tribuno del Popolo

 

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