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lunedì , 16 gennaio 2017
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Bruxelles. Migliaia in piazza contro la Troika

I leaders europei si sono incontrati ieri a Bruxelles ma hanno trovato migliaia di manifestanti che sono scesi in strada per protestare contro la Troika e l’Austerity. Alcuni manifestanti sono stati arrestati dalla polizia. 

Workers and trade union representatives from all over Europe hold a demonstration against austerity near the European Commission and Council headquarters in Brussels

(Reuters / Yves Herman)

Erano migliaia i manifestanti che sono scesi per le strade di Bruxelles per protestare apertamente contro le politiche di lacrime e sangue imposte e volute dalla Troika. I manifestanti chiedevano a gran voce provvedimenti per la crescita orientati a colpire la dilagante disoccupazione che affligge l’Europa. Le proteste sono state organizzate e guidate dalla European Trade Union Association, e dai gruppi di Bloccupy e European Spring. Circa 1500 persone hanno sfilato nel Parco del Cinquecentenario di Bruxelles, almeno secondo quanto riportato dalla polizia presente sul posto. Altri ancora hanno cercato di sfilare vicino al Summit del Concilio Europeo, nei pressi di Place Shuman, ma qui sono stati fermati dalla polizia che ha arrestato 25 persone. Un centinaio di manifestanti ha poi occupato il Direttorato Generale per gli affari economici e finanziari (DG ECFIN),e il quartier generale del Commissario Europeo Oli Rehn, per mostrare la rabbia nei confronti del suo ruolo nell’austerity. L’obiettivo non è stato scelto a caso dal momento che il DG ECFIN è l’organo all’interno del quale vengono prese le decisioni di imporre le misure di austerity ai singoli paesi senza riguardo per l’opinione pubblica. In tutta Europa ormai l’opposizione all’austerity sta raggiungendo livelli di guardia. La percentuale di disoccupazione nell’Eurozona infatti è ora appena sotto il 12%, mentre quella giovanile ha già superato il 24,2%. Del resto anche i leader europei cominciano a rendersi conto di non poter più ignorare le proteste popolari, lo ha detto il presidente dell’EU Herman Van Rompuy, che nel corso del summit ha detto che non può essere più possibile continuare su questa strada fingendo di non vedere l’emergenza sociale dei singoli paesi. Al corteo ha partecipato anche il primo ministro irlandese,  Enda Kenny, che ha affermato: “Nessun leader può  essere felice con una situazione dove ci sono 26 milioni di persone senza lavoro nell’Unione Europea. Ecco perchè siamo qui“. Il rischio è quello di creare una frattura tra quello che vogliono i governanti dell’Ue e quello che invece è desiderato dall’opinione pubblica dei singoli paesi. Insomma senza investimenti sulla crescita e sul lavoro, il rischio è quello di soffiare benzina sul fuoco, e di dare propellente alle ali più estremiste e antieuropeiste.

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