#BruxellesAliveTribuno del Popolo
sabato , 21 ottobre 2017
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#BruxellesAlive

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#BruxellesAlive

Se fossi venuta in giro con me, forse avresti pianto, forse pure di gioia.
Forse avresti visto un’altra Bruxelles, forse te ne saresti pure innamorata.

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Non l’oscura capitale imprigionata dalla “bolla” europea che la rende schiava e al tempo stesso la tiene in vita.
Non la massa di individualisti che rifiutano la fratellanza e l’aiuto reciproco per seguire sogni di carriera.
Non il popolo bue che, pur di non sentirsi escluso dallo sfavillante mondo artificiale di potere e ricchezza, asseconda mode e stili di vita precostruiti.

Niente di tutto ciò che ha reso dure le nostre esistenze qui.
Nell’oscenità di questa tragedia, avresti visto una piccola grande magia: la gente di Bruxelles che rompe la paura, che come me se ne esce di casa, che si riappropria delle strade e della propria città.

Niente di tutto quello che abbiamo vissuto a Novembre. Nessun terrore imposto dall’alto.
Non ho mica finito …

Gente in ogni direzione, gente affollare i pub e i dehors! Salvini che cazzo di Bruxelles ha visto?
Io ero nei pub, non c’erano posti per sedersi, stessa scena nei wine bar e i negozi non erano deserti.
Place de Londres piena di giovani e meno giovani che rompo la paura, che rompono lo spettro del terrore!

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Nessuno rideva sguaiatamente, ma nessuno sguardo terrorizzato.
La vita di sempre, mitigata dal rispetto per la tragedia in atto.
In un wine bar italiano ho conosciuto una tavolata di giovani (uomini e donne), tutti stranieri,
Gente con un bel lavoro, ma non i soliti personaggi che si incontrano, non quelli che alla prima domanda ti chiedono: “tu che lavoro fai?”.

Facevano discorsi leggeri, ma non futili.
Una ragazza, al 3° bicchiere di vino bianco… ha fatto un monologo tra il serio e il surreale su Messi, tipo i miei…

Poi quando sono andato a fumare è uscita a chiedermi l’accendino.
Mi ha confidato che era super-felice di essere uscita e di essere venuta al wine bar, aveva paura ma gli amici l’hanno convinta a uscire, in realtà non voleva rimanere a casa, al sicuro, ma prigioniera dell’angoscia. Mi dice: “Certo è una situazione surreale!” … le son scoppiato a ridere in faccia. “Qui in Belgio è tutto surreale” le ho risposto.
Ha riso di gioia e si è rasserenata ancora di più.

Bruxelles è viva e oggi ha vanificato tutto il male che le è stato fatto.
Per lei e per noi che la viviamo.
Per loro, eroi inconsapevoli di una epoca.
L’ epoca di chi non si piega e va lo stesso avanti.

#BruxellesAlive!

Scritto da Andrea Stratta

Fotografie: Andrea Stratta

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