Bulgaria : La popolazione respinge il nuovo governoTribuno del Popolo
martedì , 17 gennaio 2017
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Bulgaria : La popolazione respinge il nuovo governo

Bulgaria : La popolazione respinge il nuovo governo

Da mesi, i bulgari manifestano la propria rabbia. E anche dopo le elezioni anticipate del 12 maggio, non vedono alcun miglioramento. Le privatizzazione e le politiche fiscali fatte per i ricchi hanno in definitiva impoverito il paese.

Fonte: da www.ptb.be, Traduzione di Erman Dovis per Marx21.it 

Mercoledi 24 luglio, ore 10 del mattino. Centinaia di manifestanti circondano il parlamento bulgaro chiedendo le dimissioni del governo. La polizia ha rotto brutalmente questo cordone per permettere ai politici e ai giornalisti bloccati di uscire dall’edificio per portarli ai bus. Le proteste sono iniziate nel mese di Gennaio. All’epoca, in un mese, il prezzo di elettricità e di acqua era raddoppiato. I manifestanti inferociti sono scesi in strada bruciando le loro bollette. Decine di migliaia di persone hanno chiesto la nazionalizzazione del settore elettrico e la rimozione della IVA sulla bolletta. Le proteste incessanti hanno costretto il primo ministro Borisov a rassegnare le dimissioni il 20 febbraio. Le elezioni anticipate del 12 maggio non hanno modificato la condizione del popolo bulgaro, che continua a protestare chiedendo le dimissioni del nuovo governo di coalizione del premier Plamen Oresharski e del Partito Socialista Bulgaro (PSB).
Che i bulgari non abbiano fiducia nel PSB (già al potere nel periodo compreso tra il 1990 e il 1997) è un fatto che non sorprende Nako Stefanov, del partito comunista bulgaro: “ Il PSB, che oggi si definisce riformista, riprese negli anni novanta il vuoto lasciato dal partito comunista bulgaro.” Non si sono limitati esclusivamente a cambiare il nome del partito, ma anche il percorso politico.

“Hanno privatizzato le imprese statali, spesso nel loro interesse” racconta Stefanov. Nel 1997, quando l’Unione delle Forze Democratiche (coalizione di destra) ha vinto le elezioni, ancora più proprietà statali sono state vendute e smantellate.

“Oggi, il 90% delle banche e dell’energia è in mano straniera e privata” spiega Stefanov.

Un Euro all’ora

Dopo la svendita al privato, nel 2005, del monopolio di Stato sull’elettricità, i prezzi si sono triplicati. Questi aumenti sconsiderati del prezzo dell’elettricità rappresentano una catastrofe per il popolo bulgaro, dal momento che gli inverni sono davvero molto freddi.

Il prezzo al consumo è pari alla metà della media europea ma, per contro, i salari sono i più bassi di tutta l’Unione Europea. Un cittadino bulgaro guadagna in media 393 euro al mese. Un lavoratore su cinque si deve accontentare di un salario di 159 euro al mese, solo un euro all’ora.

Secondo i dati della Commissione Europea, il 55% della popolazione bulgara vive in condizioni di povertà. Un bulgaro su sei non ha un bagno o una doccia, e uno su quattro non ha nemmeno un bagno in casa sua.

La disoccupazione ha raggiunto livelli record. Secondo la Confederazione Internazionale dei Sindacati, il tasso di disoccupazione gravita intorno al 19%, e sempre secondo loro la causa è da ricercarsi nelle direttive dell’Unione Europea e del Fondo Monetario Internazionale, che impongono bassi salari e condizioni di lavoro flessibili e gravose, invece di investire nel lavoro.

Eppure, al momento, l’unico modo per il fisco bulgaro di trovare denaro sembra essere quello di imporre una tassazione unica, che di fatto consente ai ricchi di pagare molto meno rispetto ai poveri.

Daniel Martin

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