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domenica , 22 ottobre 2017
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Bulgaria. Rivolta contro la povertà. Governo nel caos

Dopo dieci giorni di manifestazioni contro la povertà, il governo è nel caos dopo che il primo ministro Boiko Borisov ha consegnato le proprie dimissioni al parlamento. 

bulgariaproteste

Un’ondata massiccia di manifestazioni contro la povertà ha portato la Bulgaria sull’orlo del caos. La decisione di dimettersi ieri del primo ministro Borisov infatti, apre ora la via a elezioni anticipate dal momento che il Paese sarebbe dovuto andare a votare il prossimo luglio. In una dichiarazione rilasciata dopo aver rassegnato le dimissioni, il premier, scrivono i media, ha rivendicato “dignità e onore”, aggiungendo “il popolo ci aveva dato il potere, oggi glielo abbiamo restituito”. Secondo la Costituzione, il presidente bulgaro Rossen Plevneliev dovrà ora proporre a tre partiti parlamentari,  l’attuale partito di governo di centro destra, la principale forza d’opposizione i socialisti e a una terza formazione scelta dal capo di Stato, di formare un governo ad-interim fino al nuovo voto. la Bulgaria al momento rappresenta il paese più povero dell’Unione Europea, con soli 400 euro di salario medio mensile, e ben l’1,4% di deficit pubblico. La disoccupazione ha raggiunto invece la cifra dell’11%, una cifra molto alta anche se meno preoccupante rispetto ad altri paesi. Il problema della Bulgaria è la povertà dei lavoratori e il loro malcontento. Un malcontento che è esploso nelle scorse settimane dopo che a gennaio le bollette dell’elettricità sono letteralmente raddoppiate rispetto al mese precedente. L’Austerity colpisce durissimo anche a Sofia, solo che qui la cittadinanza ha reagito scendendo in piazza per protestare contro il governo. A niente è servito il tentativo del premier di stemperare le tensioni riducendo (dell’8%) i prezzi dell’elettricità o il sacrificio dell’impopolare ministro delle Finanze, licenziato per calmare le proteste. I manifestanti a quel punto sono rimasti in piazza, scatenando pesanti scontri con la polizia nelle giornate di lunedì e martedì. Mercoledì due uomini si sono addirittura dati fuoco in segno di protesta non lotano da Sofia. Anche le dimissioni del premier rischiano di non bastare per calmare la situazione, visto che, almeno per ora, sembra confermata la grande manifestazione convocata per domenica prossima per manifestare contro tutta la classe politica nazionale. Anche in Bulgaria quindi l’antipolitica sembra essere il sentimento più forte in una cittadinanza esasperata e disillusa. Secondo sondaggisti e analisti politici locali e internazionali, comunque, non è chiaro che tipo di governo possa emergere da nuove elezioni. Il vantaggio dei socialisti viene indicato come limitato, ma soprattutto, spiegano gli esperti, il prossimo governo dovrà attuare una serie di riforme definite “indispensabili” ma fortemente impopolari. Insomma una situazione molto simile a quella italiana..

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