Burkina Faso. Dopo l'assalto al Parlamento arriva il GolpeTribuno del Popolo
sabato , 25 marzo 2017
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Burkina Faso. Dopo l’assalto al Parlamento arriva il Golpe

L’incertezza regna sovrana in Burkina Faso dove la popolazione infuriata con il presidente golpista Compaorè ha dato alle fiamme il Parlamento e occupato la Tv.  A quel punto l’esercito ha annunciato lo scioglimento del governo e ha annunciato una Giunta, ma il popolo non ha intenzione di mollare sapendo che Compaorè tenterà in tutti i modi di rimanere in carica nonostante ci siano già trenta morti a seguito degli scontri. 

Una trentina di morti e un centinaio di feriti, questi i bilanci provvisori degli scontri furiosi derivanti dalla rivolta popolare contro il presidente Blaise Compaorè, l’uomo che fece assassinare nel 1987 Thomas Shankara prendendo il potere e distruggendo tutte le sue straordinarie conquiste e che vorrebbe cambiare la Costituzione pur di rimanere ancora in carica. In risposta a ciò oltre un milione di persone è sceso in piazza nella capitale Ouagadougou assaltando il Parlamento e dandolo alle fiamme mentre altri rivoltosi prendevano possesso della sede della Tv di Stato. In molti inneggiavano proprio a lui, a Thomas Shankara, e infatti in molti hanno visto una sorta di contrappasso nel vedere la folla inneggiante al defunto eroe nazionale mentre appiccava il fuoco del Parlamento dove siedono i suoi assassini. Compaorè fino all’ultimo ha cercato di rimanere al suo posto promettendo aperture e mediazioni, ma il popolo del Burkina Faso ha deciso di continuare fino alla fine, così in serata si rincorrevano le voci di una fuga del presidente. Poi, a sorpresa, l’annuncio dello stato di emergenza e l’entrata in scena dell’esercito che ha dichiarato  lo scioglimento del governo e dell’Assemblea nazionale e ha imposto il coprifuoco notturno. Non solo, l’esercito sembra aver realizzato un vero e proprio golpe dal momento che ha annunciato un nuovo organo di transizione, una giunta, cui ha fatto seguito la dichiarazione di Compaorè che vorrebbe rimanere ancora in carica nonostante tutto. Secondo l’esercito i poteri esecutivi e legislativi saranno assunti da un organo di transizione con l’obiettivo di un ritorno all’ordine costituzionale entro un anno, ma nessuno ci credere, motivo per cui la rivolta continuerà a oltranza con rischi di una repressione sanguinosa. I manifestanti hanno mostrato le foto di Che Guevara ma anche di Thomas Shankara, l’eroe marxista del Burkina Faso, e in molti hanno cominciato sommessamente a parlare di “Primavera Nera” dopo quella araba abortita in Africa del Nord.  Ora resta da vedere da che parte si schiererà l’esercito, se per un ripristino dello status quo, magari senza Compaorè, oppure se dalla parte della rivolta. Secondo alcuni analisti già diversi generali avrebbero simpatizzato con la rivolta, e di conseguenza nelle prossime settimane ne vedremo delle belle.

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