Burkina Faso. La Primavera Nera travolge CompaorèTribuno del Popolo
mercoledì , 18 gennaio 2017
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Burkina Faso. La Primavera Nera travolge Compaorè

Burkina Faso. La Primavera Nera travolge Compaorè

A Ougadougou molti parlano già di “Primavera Nera” commentando la sommossa di popolo che ha portato alle dimissioni del tiranno Blaise Compaorè, al potere da 27 anni ovvero dall’assassinio dell’indimenticato Thomas Shankara. Il potere ora è momentaneamente nelle mani del capo dell’esercito, il generale Honorè Traorè.

Honorè Traorè alla fine si è dimesso, dopo oltre 27 anni ovvero da quando fece uccidere il suo allora fraterno amico Thomas Shankara, un presidente amato, un rivoluzionario, un marxista che come tanti ha pagato con la pelle la sua volontà di liberare il suo popolo dalla povertà e dal colonialismo. Oltre un milione di persone sono scese in piazza per protestare contro il tentativo di modifica costituzionale di Compaorè, che dopo 27 anni di potere non ne aveva ancora abbastanza e voleva così ricandidarsi. Non ha però fatto i conti con la rabbia del popolo del Burkina Faso che è sceso in piazza a Ougadougou e in altre città del Paese, arrivando anche ad assaltare la Tv di Stato e il Parlamento, dato simbolicamente alle fiamme. Compaorè fino all’ultimo ha cercato di rimanere in sella, ma preso atto dello scollamento avvenuto nel Paese è stato costretto a rassegnare le dimissioni: “Con l’intenzione di preservare le conquiste democratiche e la pace sociale  dichiaro che il potere è vacante in modo da permettere la realizzazione di una transizione che deve sfociare in elezioni libere e trasparenti nel tempo limite di 90 giorni“. Una formula elegante per dire che ormai appartiene al passato del Burkina Faso, e infatti secondo molti sarebbe già in fuga verso il Ghana o il Togo.

Rischio Guerra Civile 

Il potere è stato simbolicamente e momentaneamente preso nelle mani del generale Honorè Traorè, capo dell’esercito, che ha ottenuto anche il “placet” di Hollande. La gente però non intende farsi scippare la rivoluzione da qualcun altro o dall’esercito, così anche questa mattina centinaia di manifestanti hanno assaltato la sede dello Stato maggiore dell’esercito chiedendo a gran voce anche le dimissioni di Traorè, considerato una sorta di fantoccio di Compaorè. Il timore infatti è che l’esercito riporti la calma con una violenta repressione e che l’antico regime risorga dalle urne anche senza il volto compromesso di Compaorè; in questo senso fa riflettere il gradimento di Hollande, segno che comunque ci si attende che il nuovo governo prosegua sulla scorta di quello di Compaorè, tollerato e sopportato dall’Occidente per aver eliminato Shankara. Il rischio ora è di una guerra civile dal momento che il generale Kwamè Louguè, considerato vicino alla piazza e quindi ostile a Compaorè, sarebbe stato arrestato a Ougadougou mentre cercava di raggiungere piazza della Nazione, ovvero il luogo dove si ritrovano i manifestanti. La voce al momento non è confermata ma mostra come sia in atto un braccio di ferro tutto interno alle forze armate che potrebbe anche finire da un momento all’altro con la repressione della piazza che porterebbe a una inevitabile guerra civile.

La Primavera Nera

E’ quindi troppo presto per parlare di “Primavera Nera” sulla scorta di quanto era accaduto in Nord Africa nel 2011 con la Primavera Araba, anche se in realtà tutti hanno potuto constatare come nei paesi arabi alle sommosse di piazza non sia seguito affatto un miglioramento delle condizioni sociali ed economiche nè dei diritti umani. In Burkina Faso ne sono convinti, “E’ la nostra primavera araba”, lo ha confermato anche Emilre Pargui Parè, esponente del Movimento del Popolo per il Progresso (Mpp), uno dei leder della protesta di piazza contro Compaorè che si era anche candidato alla presidenza nel 2005 e nel 2010 senza però riuscire ad affermarsi.Il Burkina Faso è uno stretto alleato di Washington e Parigi e ospita una base militare francese per le operazioni contro i militanti islamisti nel Sahel, di conseguenza è chiaro a tutti che se la rivolta dovesse seguire gli umori del popolo e della piazza gli interessi strategici dell’Occidente potrebbero venire messi in discussione e costringere così a una ingerenza esterna, e non sarebbe la prima volta dal momento che Thomas Shankara nel 1987 pagò la sua contrarietà all’Occidente venendo ucciso da Compaorè che era uno dei suoi ministri. 

Dc

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