Burkina Faso. L'esercito "scippa" la rivoluzione al popoloTribuno del Popolo
martedì , 23 maggio 2017
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Burkina Faso. L’esercito “scippa” la rivoluzione al popolo

Caos in Burkina Faso dove dopo la fuga di Blaise Compaorè il potere è stato momentaneamente preso dal tenente colonnello Isaac Zida. Le forze armate hanno disperso la folla di fronte alla tv pubblica, uccidendo un ragazzo. La popolazione chiede un governo civile e vorrebbe come presidente Saran Sèrèmè. 

In Burkina Faso non si placa la rabbia popolare nemmeno dopo che l’odiato presidente Blaise Compaorè è fuggito in Costa d’Avorio, trovando rifugio presso Ouattara, un altro presidente golpista che ha preso il potere facendo arrestare Gbagbo, oggi detenuto all’Aia. Dopo la sua uscita di scena il potere è stato preso da una giunta momentanea militare e affidato alla personalità del tenente colonnello Isaac Zida.  Ancora una volta i desideri della popolazione, che invocavano l’ex ministro della Difesa Kouamè Louguè non sono stati ascoltati, così la folla si è radunata di nuovo per chiedere un governo civile proprio di fronte alla sede della radiotelevisione pubblica. Qui i militari hanno sparato in aria per disperdere la folla e un ragazzo è stato ucciso, a testimoniare che l’esercito non ha alcuna intenzione di cedere agli umori della piazza. Il candidato gradito alla popolazione sarebbe Saran Sèrèmè, leader dell’opposizione a Compaorè, e infatti è andato anche lui davanti alla sede della Tv per autoproclamarsi presidente di transizione proprio come ha fatto Louguè. Il presidente ad interim, il tenente colonnello Isaac Zida, ha incontrato i principali dirigenti dell’opposizione e le forze armate hanno assicurato in un comunicato che  l’organismo di transizione sarà frutto di un ampio consenso. La sensazione a Ouagadougou però è che i militari stiano cercando di “scippare” la rivoluzione dalle braccia del popolo, che infatti continua a riunirsi nella centrale piazza della Nazione. L’Unione Europea ha chiesto ai militari di rispettare i diritti fondamentali, come quello di manifestare, e nel caso non dovesse essere messo su un governo civile potrebbero arrivare delle sanzioni. Ma la realtà è che l’Occidente ha appoggiato Compaorè quando nel 1987 fece uccidere a sangue freddo il fraterno amico Thomas Shankara e nessuno aprì bocca dal momento che Shankara era un marxista e Compaorè lo fece tornare nel sistema finanziario internazionale.

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