Burkina Faso. Sangue e rabbia a Ougadougou nel nome di ShankaraTribuno del Popolo
domenica , 23 luglio 2017
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Burkina Faso. Sangue e rabbia a Ougadougou nel nome di Shankara

 A pochi interessa del presente e del futuro del Burkina Faso, la terra di Thomas Shankara, eroe indimenticato del Continente Nero. Nelle strade della capitale Ougadougou però un milione di persone protestano contro il tentativo di cambiare la Costituzione da parte del presidente Compaorè, A quel punto si sono verificati gravi scontri con le forze dell’ordine, con i manifestanti che hanno assaltato la Tv di Stato e il Parlamento. Il bilancio provvisorio è di tre morti. 

La nostra società eurocentrica tende a ignorare del tutto quello che accade in Africa e quando invece ne parla lo fa attraverso la lente distorcente del nostro eurocentrismo. Eppure l’Africa è un continente vivo, vitale, dove il conflitto sociale esiste eccome. Non si tratta di una società immobile come una certa pubblicistica vorrebbe farci credere, anche l’Africa ha e ha avuto i suoi rivoluzionari e lo sanno bene in Burkina Faso, la terra di Thomas Shankara, il “Che Guevara” africano, l’uomo che parlò di decolonizzare non solo le economie africane ma anche e soprattutto le menti dei colonizzati. Thomas Shankara era un marxista, voleva nazionalizzare le ricchezze del Burkina Faso, paese che in lingua locale significa “Terra degli Onesti”. Il presidente Blaise Compaorè però ha altre idee, del resto fu proprio lui a fare uccidere Thomas Shankara, uomo scomodo per l’economia e i mercati internazionali, senza che ovviamente nessuno pensasse bene di prendere le distanze da lui. Da allora Compaorè ha stretto la sua morsa di ferro sul Burkina Faso facendolo ritornare nel “libero mercato”, ma le condizioni del paese non sono migliorate, anzi. Ora Caompaorè  non pago di governare da oltre 27 anni il Paese, ha pensato bene di candidarsi nuovamente e pur di riuscirci ha annunciato di voler lanciare un progetto di riforma costituzionale che gli consentirebbe così di rimanere ancora al suo posto chissà per quanto dal momento che ha solo 63 anni. Il Burkina Faso però non ci sta e ha reagito in massa con oltre un milione di persone che hanno affollato le strade della capitale Ougadougou protestando contro quella che viene percepita come una palese d ennesima ingiustizia. Ovviamente Compaorè ha dato la licenza alla polizia di usare le maniere forze contro i manifestanti e le forze dell’ordine hanno lanciato gas lacrimogeni per disperdere alcuni giovani che hanno tentato di bloccare la principale autostrada del Paese, rei di essersi avvicinati troppo alla sede del parlamento. Durissime le contestazioni contro Compaorè e non solo nella Capitale ma anche in altre città del Burkina Faso. Subito dopo però la tensione è salita moltissimo e i dimostranti hanno preso d’assalto la sede della Tv di Stato di Ougadougou e hanno assaltato letteralmente il palazzo del Parlamento mettendo in fuga le forze dell’ordine e saccheggiando l’edificio. A questo punto il timore è che Compaorè possa ordinare un bagno di sangue, ben consapevole che nessuno muoverà un dito contro di lui nell’opinione pubblica internazionale che continua del resto a nominare Shankara chiamandolo genericamente “leader africano rispettato”, omettendo ad esempio che Shankara era un rivoluzionario e un marxista e forse proprio per questo è stato eliminato con il benestare di tutti.

Dc

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