Cala la notte sul Parlamento tra ghigliottine, "Bella Ciao", e "boia chi molla"Tribuno del Popolo
venerdì , 20 ottobre 2017
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Cala la notte sul Parlamento tra ghigliottine e “Bella Ciao”

Nella giornata di ieri si è consumata una delle giornate più cupe della Repubblica italiana. Una giornata cominciata in Parlamento con Tofalo del 5 Stelle che ha detto “Boia chi molla” e culminata con il presidente della Camera Laura Boldrini che ha utilizzato la “ghigliottina” per far passare la privatizzazione di Bankitalia mentre i deputati Pd cantavano “Bella Ciao”.

Se in qualche modo la nostra Repubblica era dopotutto ancora legata in qualche modo al sacrificio dei partigiani e alla Resistenza, e sottolineiamo il “se”, con la giornata di ieri possiamo dire che è ufficialmente calata la notte sul Parlamento e sul nostro Paese. Siamo tragici? Siamo eccessivi? Forse. Eppure quanto successo ieri in Parlamento è di una gravità inusitata. Già nel pomeriggio un deputato del Movimento Cinque Stelle alla Camera aveva detto “Boia chi molla” facendo trasalire molti, sembrava uno dei punti più bassi e invece…Poche ore dopo Laura Boldrini, presidente della Camera di Sinistra e Libertà, presentata come una degli esponenti più accreditati della sinistra, ha utilizzato per la prima volta nella storia della Repubblica la “ghigliottina”, ovvero  quel meccanismo regolamentare che consente la chiusura “dì’autorità” del dibattito alla Camera pur di evitare la decadenza del decreto legge in discussione. E non era un decreto come tanti, si trattava di un decreto che consentiva la “rivalutazione” delle partecipazioni azionarie nella Banca d’Italia (Imu-Bankitalia),che è opportuno ricordare come un non sia un “organo dello Stato”, bensì una società per azioni distribuite tra una serie di banche private. Il pacchetto azionario della banca era però posseduto dalle cinque banche di interesse nazionale, e quindi Bankitalia di conseguenza veniva considerata una emanazione delle istituzioni pubbliche. Il cosiddetto “divorzio” tra Tesoro e Bankitalia è cominciato negli anni Ottanta, il processo poi è continuato inesorabile e le cinque banche di interesse nazionale sono diventate progressivamente private e riconducibili tutte sotto Banca Intesa e Unicredit. Ora con la rivalutazione delle quota stabilita nel decreto si è portato a 7,5 miliardi freschi nelle principali banche italiane. La Boldrini ha quindi dovuto utilizzare per la prima volta ghigliottina per far passare il decreto, scatenando così le proteste dei deputati Cinque Stelle che hanno duramente contestato. A quel punto, incredibilmente, alcuni deputati del Pd hanno intonato “Bella Ciao”. Sembra una barzelletta di cattivo gusto, eppure incredibilmente il Pd si autoritiene il depositario della tradizione della sinistra italiana, non rendendosi conto di quanto ha fatto male sentire i deputati del Pd intonare le note di quella canzone a chi, ai valori di quella canzone, ci crede ancora seriamente. Ma forse la cosa più grottesca di tutte è la motivazione addotta dal governo Letta per giustificare il ricorso alla ghigliottina, ovvero che se non fosse stato approvato entro mezzanotte l’80% degli italiani avrebbero dovuto pagare la seconda rata dell’Imu cancellata dalla legge di stabilità. La discussione parlamentare è quindi ufficialmente diventata un lusso, e Matteo Renzi, il nuovo capobastone del Pd, ha subito accusato il Movimento Cinque Stelle di voler “bloccare la democrazia”. Ora noi abbiamo sempre attaccato il Movimento Cinque Stelle, e i loro modi continuano a non piacerci, tuttavia di fronte a quanto successo ieri, ogni italiano di sinistra dovrebbe riflettere attentamente sull’accaduto. Se si è passati dal Pci al Pd, da Berlinguer a Boldrini e Renzi, e si arriva a cantare “Bella Ciao” per giustificare la privatizzazione di una banca, allora il medioevo italiano è ufficialmente cominciato. E il Pd tanto solerte nell’evitare l’Imu agli italiani, come mai non fa nulla per il caso Electrolux e per Marchionne che fugge dall’Italia? Aspettiamoci altre esecuzioni della “ghigliottina” nei prossimi mesi a questo punto, e intanto le banche private contano altri 7,5 miliardi di euro.

Gracchus babeuf

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