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venerdì , 21 luglio 2017
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Calcio ma non solo: il caso St Pauli di Amburgo

Azionariato popolare, antinazismo, iniziative culturali e sociali, ma anche marketing. Alla scoperta dell’FC St Pauli, realtà sportiva ma non solo della città tedesca di Amburgo.

 Siamo ad Amburgo, nord della Germania, città tra le più ricche ed importanti della superpotenza Europea. E precisamente siamo a St Pauli, un quartiere della città, quello del porto, così lontano, filosoficamente più che fisicamente, dal ricco centro della città vero simbolo della potenza del capoluogo anseatico. St Pauli è quartiere simbolo, invece, della multietnicità di Amburgo, data anche la sua posizione geografica che lo colloca proprio in prossimità del porto (uno dei più grandi d’Europa), crocevia di culture e stili di vita differenti tra loro che convivono però uniti sotto la bandiera dei pirati di Sankt Pauli. Il quartiere rappresenta il centro della vita serale di Amburgo, dove i giovani si recano per divertirsi, non solo nei locali a luci rosse della Reeperbahn, la via della trasgressione insieme a Herbertstrasse (dove si trovano le “vetrine” come ad Amsterdam), ma in giro per il grande quartiere dove s’incontrano squatter, anarchici, immigrati, poveri ma anche studenti universitari e la borghesia benestante della città. La filosofia, di quella che è considerabile come una città nella città, è ben racchiusa in uno dei più famosi graffiti presenti sui muri del quartiere che cita “Kein mensch ist illegal”, “nessun uomo è illegale”.

UNA FILOSOFIA DI VITA. Ed è in questo clima, culturale e filosofico, che sorge l’FC St Pauli (nato nel 1910), polisportiva attiva in numerose attività e discipline che ha nel calcio la sua espressione più visibile, ma che vive il calcio come uno dei tanti aspetti che la caratterizzano, sotto il simbolo dei pirati divenuto ormai lo stemma dell’intero quartiere (nel campo dello sport vi sono squadre di numerose discipline tra cui rugby, ciclismo, scacchi ed altre). Ciò che più conta è la filosofia di vita del St Pauli, la portata sociale e culturale di questa realtà. Si tratta di un mondo molto lontano come detto, dalla sfarzosità e dalla ricchezza di Amburgo, di un mondo in cui chiunque è benvenuto, in cui si susseguono numerose le attività sociali volte ad aiutare chi è emarginato, chi si trova in difficoltà economiche o di altro genere. C’è solo una tipologia di persone che non vengono accettate dall’FC St Pauli e dalla sua gente. Si tratta degli estremisti di destra, rispetto ai quali la squadra si è dichiarata esplicitamente avversa e contraria. E anche questo rappresenta un carattere distintivo, se non unico, della polisportiva tedesca. E’, infatti, la prima realtà sportiva in Germania che si è schierata contro il neo-nazismo, mettendo in piedi una vera campagna di cui sono celebri gli adesivi, sparsi ormai in giro per il mondo, con il pugno chiuso contro la svastica e la scritta “gegen rechts”. Scelta politica, culturale e sociale forte quella del St Pauli che, naturalmente, ha acceso una rivalità assolutamente aspra con quelle squadre che hanno all’interno delle loro tifoserie, una forte componente di destra e neo-nazista, come ad esempio l’Hansa Rostok, squadra della città di Rostock, nell’ex Germania Est.

AZIONARIATO POPOLARE. Aspetto davvero peculiare dell’FC St Pauli è rappresentato dal ruolo della sua tifoseria. Siamo di fronte, infatti, a un modello di proprietà fondato sull’azionariato popolare da parte dei tifosi che sono quindi i veri padroni della squadra. Non esiste la figura di un presidente mecenate che spende i suoi soldi per la squadra ed anzi, secondo questo modello, se la dirigenza non si comporta in modo gradito ai proprietari (tifosi azionisti), può essere sfiduciata. Il gruppo vive in un contesto di piena democrazia, in cui vige un dialogo aperto e continuo tra membri, dirigenti ed azionisti della squadra. Veniamo al calcio giocato, dato che l’FC St Pauli è anche questo. La penultima esperienza in Bundesliga, quella della straordinaria vittoria contro il Bayern di Monaco che valse l’appellativo di “Weltpokalsiegerbesieger” ovvero vincitori contro i campioni del mondo, fu seguita da un periodo di crisi profonda della squadra che si ritrovò, nel giro di due anni, in terza divisione ed in totale crisi economica. Grazie all’affetto dei tifosi ed all’impegno di un nuovo presidente, Littmann, omosessuale dichiarato, imprenditore teatrale che ha fatto molto per la squadra per poi ritirarsi, l’FC St Pauli si è risollevato tornando in Bundesliga nella stagione 2010 – 2011. Il 16 febbraio 2011 la squadra ha battuto nel derby cittadino l’Amburgo per la seconda volta nella sua storia. Tuttavia, alla fine del campionato, l’ultima posizione ha significato nuovamente seconda divisione. Oggi la squadra lotta per tornare in Bundesliga, ed è quarta in campionato. Al Millerntor, lo stadio in cui il St Pauli gioca le sue partite casalinghe, lo spettacolo è sempre assicurato. All’ingresso dei giocatori in campo risuonano le note degli ACDC con Hell’s Bells che sono seguite, in caso di gol della squadra, dalle note dei Blur. Sugli spalti il tifo è dei più caldi, con cori incessanti e bandiere che sventolano. Tra di esse numerose bandiere di squadre italiane (notoriamente seguite da un tifo di sinistra), come quelle di Ternana, Livorno e Sampdoria, anche se l’unico vero gemellaggio riconosciuto è quello che lega la squadra tedesca al club scozzese del Celtic di Glasgow.

IL MARKETING. Il marketing è una questione fondamentale per l’FC St Pauli. E’ proprio grazie ad operazioni di marketing che la squadra riesce ad autofinanziarsi ed è uscita dalla grave crisi economica dell’inizio degli anni duemila. All’inizio del millennio sono partite le raccolte fondi, con la campagna “retteraktion”, la stampa di t-shirt con lo stemma del club che hanno raggiunto le centoquarantamila vendite in circa sei settimane. Ma anche altre iniziative sono da menzionare, ad esempio la campagna di beneficienza verso Cuba del 2005, che ha contribuito sicuramente a rendere famoso il club di Amburgo. Iniziativa dal nome “viva con agua de Sankt Pauli”, una raccolta fondi per l’acquisto di distributori d’acqua per le scuole dell’isola caraibica. Sociale ed operazioni di marketing quindi. Ed il giro di affari che ruota intorno ai “marroni bianchi” di Amburgo si è fatto davvero importante. Il mito dell’FC St Pauli, famoso in tutto il mondo, è proprio stato reso possibile dal merchandising, che ha portato in giro per l’Europa e per il mondo, questa realtà sportiva, sociale e culturale. Il St Pauli ha sostenitori in tutto il mondo, i suoi gadget sono sparsi in molti paesi, e sono sorti veri e propri fans club in molte città europee. Caso interessante, vicino a noi, è quello del fans club di Genova, il “St Pauli club Zena”, nato dall’iniziativa di un gruppo di amici genovesi che, in visita per un week end ad Amburgo nel 2004, rimasero colpiti dalla realtà di questa squadra e decisero di mettere in piedi un fans club che è poi diventato ufficiale. Calcio quindi ma non solo per il St Pauli, una bella realtà nel mondo dello sport, forse poco conosciuta ma sicuramente affascinante.

Gianenrico Atzori, Carlo Ghio , pubblicato su www.articolotre.com

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