Camera dei Deputati: un'istituzione d'oroTribuno del Popolo
venerdì , 20 ottobre 2017
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Camera dei Deputati: un’istituzione d’oro

Costi della Camera dei Deputati e Camera dei Comuni inglese confrontati. Un’esagerazione tutta italiana.

Fonte: Oltremedianews

“Politica, quanto ci costi!”
Quanto c’è di reale e provato in quella che è una delle espressioni tipiche del malcontento italiano nei confronti delle sue istituzioni politiche, colpevoli di inghiottire cifre esorbitanti di soldi pubblici tra stipendi e costi di funzionamento e mantenimento delle strutture?
Roberto Perotti, economista ed ordinario presso l’università Bocconi di Milano, ha condotto un’interessante analisi comparativa tra i costi che richiede l’attività della nostra Camera dei Deputati e la Camara dei Comuni inglese, presa come termine di paragone perchè le due istituzioni hanno all’incirca lo stesso numero di parlamentari (630 la Camera e 650 i Comuni) ed Italia e Gran Bretagna hanno popolazione, Pil e Pil pro capite molto simili tra loro.

Partiamo col costo annuo: i Comuni costano circa 450 milioni l’anno, la Camera circa due volte e mezzo questa cifra, quasi 1 miliardo e 100 milioni, anche se si escludono i rimborsi elettorali ai partiti, che variano sensibilmente da un anno all’altro, e perciò esclusi da questa analisi.
Guardando nello specifico, osserviamo che ogni voce costa di più, e in alcuni casi molto di più, alla Camera che ai Comuni: la spesa per pensioni dei deputati, 131 milioni, è 5 volte superiore a quella britannica, la “Remunerazione dei deputati”, comprendente le indennità e i rimborsi a forfait (pari a 0 nei Commons), quindi di fatto il reddito che i parlamentari “mettono in tasca” indipendentemente dalle spese che sostengono, ammonta da noi a 119 milioni, circa 188.000 euro per deputato. Ai Comuni sono 51 milioni, meno della metà.
Passando ai costi per il mantenimento delle due camere, quindi all’acquisto di beni e servizi, la differenza è contenuta: in Italia 139 milioni, al di là della Manica 122.
Per la remunerazione del personale la differenza torna a farsi apprezzare drasticamente, la Camera paga 300 milioni di stipendi e 200 di pensioni, ben 15 volte di più rispetto alle stesse spese affrontate dai Comuni per i suoi dipendenti.

La prevista abolizione del vitalizio e il passaggio al sistema contributivo pro-rata cambierà leggermente la situazione, ma piuttosto lentamente, perché nel frattempo i parlamentari che hanno maturato il diritto al vitalizio al 31 dicembre 2011 lo manterranno di fatto inalterato.

Al di là di approssimative affermazioni dettate dell’idea collettiva ormai trasversalmente diffusa che la politica in Italia polverizza soldi pubblici o li destina a coloro che non fanno nulla per il bene del Paese, da questa analisi un dato è purtroppo incontrovertibile e allarmante nella sua realtà: un organo come la Camera dei Deputati, chiaramente importantissimo per la sua funzione democratica che è chiamato a svolgere, assorbe una considerevole somma di denaro pubblico che, attraverso una più saggia ed oculata gestione, potrebbe trovare altre vie di utilizzo forse anche più importanti. In tempi di ristrettezze economiche come questo, lo spreco dei soldi di tutti in alcune esorbitanti ed esagerate voci del bilancio diventa davvero un comportamento colpevole.

Ileana Alessandra D’Arrissi

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