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venerdì , 20 gennaio 2017
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Campagna elettorale partita ed è subito tutti contro tutti

Sembra che i protagonisti delle prossime elezioni politiche abbiano aspettato di digerire panettoni e spumanti prima di tuffarsi nell’arena mediatica facendo a gara a chi le spara più grosse.

PALAZZO CHIGI: SCAMBIO CAMPANELLA FRA PREMIER USCENTE BERLUSCONI E NEO PREMIER MONTI

MONTI Stamattina è stato il turno dell’uscente Presidente del Consiglio Mario Monti che ospite a Uno Mattina ha abbandonato il suo fantomatico aplomb attaccando a testa bassa il Partito Democratico reo di avere tra le sue fila degli estremisti da falciare immediatamente. ‘‘Credo che ‘tagliare le ali’ sia una brutta espressione ma se sono le ali sono le estreme è una buona cosa”. Questo è il messaggio che Mario Monti ha lanciato a Pier Luigi Bersani chiedendo ”un atto coraggioso, silenziare un po’  la parte conservatrice del suo movimento altrimenti, pronostica, il segretario Pd andra’ incontro a ”problemi.” Insomma una minaccia bella e buona.  Nel mirino del professore ci sono soprattutto Stefano Fassina, oltre a Cgil e Fiom in campo sindacale e Nichi Vendola in campo politico al di fuori del Pd.

VENDOLA  ”Monti e’ sceso pesantemente in campo con la presunzione di chi vuole partecipare ma vuole anche sentirsi arbitro della partita e decidere chi ha vinto questa partita: l’ha vinta lui. C’e’ un elemento di arroganza che va respinto”. Cosi’ Nichi Vendola (Sel) a Tgcom24. ”E’ difficile immaginare – prosegue – che sia un atteggiamento conservatore quello di chi dice che oggi al centro dell’agenda di governo va messa la giustizia sociale. E’ difficile che si dica che e’ conservatore chi vuole occuparsi di quel sentimento di angoscia che divora il destino delle giovani generazioni, prigioniere di quella precarieta’ che le scelte politiche di quelli come Monti hanno irrobustito”. Secondo il leader Sel, ”la precarieta’ fa male ai diritti e all’economia perche’ non aiuta il sistema produttivo a crescere dal punto di vista della sua capacita’ competitiva”.

BERLUSCONI Non poteva essere da meno Silvio Berlusconi, che ospite a Radio Radio non ha perso l’occasione per screditare Antonio Ingroia e la sua Rivoluzione Civile promuovendo invece la scelta del Pd di candidare Grasso. “Mi tranquillizza la scelta di Grasso perché è una persona non estremista. Ingroia, invece, è un personaggio espressione della sinistra estrema e questo la dice lunga su come stanno le cose nella magistratura. In Italia ci sono magistrati che hanno avuto indagini delicatissime come Ingroia, che si e’ occupato della trattativa Stato-mafia e le ha portate avanti con la testa che ha. Questo e’ un cancro della nostra vita democratica“.

DI PIETRO Le reazioni alle parole di Silvio Berlusconi non tardano ad arrivare, prime su tutte quelle di Antonio Di Pietro: “c’e’ una sola risposta, ‘una rivoluzione civile’ da parte di tutti gli italiani, per mandare a casa questa classe dirigente. Una rivoluzione con Ingroia, che quando ha fatto il magistrato ha messo in luce i rapporti tra istituzioni e Mafia e oggi tra politica e malaffare”. Gli fa eco Orazio Licandro, coordinatore della segreteria nazionale del Pdci: ”La grave affermazione pronunciata oggi da Silvio Berlusconi, che ha accusato Ingroia di essere un cancro per la democrazia, ci indigna ma non ci stupisce. Riteniamo assolutamente inaccettabile che si permetta di infangare il nome di una persona come Antonio Ingroia che ha messo in gioco la propria vita per ricercare la verità e per far rispettare la giustizia. Questo attacco però conferma una cosa: La lista rivoluzione civile fa paura perché l’unica soluzione credibile per lasciarsi alle spalle questi anni di malgoverno e diseguaglianza sociale“.

BERSANI In tutto questo tran tran Pierluigi Bersani tace ma passa all’azione. E’ in corso, in un ristorante del centro di Roma, un pranzo tra il segretario del Pd e il sindaco di Firenze Matteo Renzi. Al tavolo sono presenti solo i due che non sono accompagnati dai rispettivi staff. C’è qualcosa che bolle in pentola?

Stefano Palmieri

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