Camusso e Landini vanno allo scontro frontaleTribuno del Popolo
mercoledì , 29 marzo 2017
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Camusso e Landini vanno allo scontro frontale

In uno scenario del Paese preoccupante Camusso e Landini sono andati ormai allo scontro frontale con il segretario della Fiom che ha ricordato come i lavoratori non vadano “imbrogliati” ma “rispettati”. Si va verso una prova di forza che potrebbe portare a esiti deflagranti. 

Ci siamo, ormai Maurizio Landini e Susanna Camusso sono andati allo scontro frontale tutto interno alla Cgil, con il segretario della Fiom particolarmente aspro nel definire quanto successo nelle ultime settimane. “I lavo­ra­tori non vanno imbro­gliati ma vanno rispet­tati” aveva detto Maurizio Landini ribadendo come le modalità di voto approvate dal Direttivo Cgil mercoledì sera siano in realtà fortemente antidemocratiche e inaccettabili. “Viene impe­dito di avere i due punti di vista: qua­lun­que cit­ta­dino nor­male, quando va a un refe­ren­dum, ha la pos­si­bi­lità di infor­marsi sul sì e sul no. In tutte le demo­cra­zie avviene così. Men­tre in Cgil, dopo la firma del Testo unico, adesso siamo al Pen­siero unico“, ha accusato Landini. Insomma i metalmeccanici non dovrebbero partecipare alla consultazione di lunedì in quanto non democratica, e di conseguenza non vincolante. Dure le parole di Landini sulla Camusso, accusata di aver realizzato un vero e proprio imbroglio in quanto, a suo dire, non ha senso chiedere si o no al Testo Unico. Landini aveva chiesto un confronto sui contenuti dell’accordo, e invece la Cgil ha riposto istituendo un plebiscito sul gruppo dirigente. Non solo, il segretario della Fiom ha anche ricordato come l’accordo in oggetto prima di essere firmato non era mai stato discusso da nessuno dentro la Cgil. Infine Landini ha anche espresso il suo punto di vista sull’esito del referendum: “Ma se il refe­ren­dum è già fal­sato, se non c’è pari dignità e spa­zio per il sì e il no, che legit­ti­mità ha quel voto? Ai lavo­ra­tori devi sem­pre dire la verità, bella o brutta che sia, por­tar loro rispetto”. Landini ha comunque negato uno scontro tra segretari ribadendo la necessità di non personalizzare il dibattito, e ha ricordato come la Fiom chiedesse di votare su alcuni contenuti precisi non condivisi.  Insomma la Cgil terrà una consultazione degli iscritti sull’accordo sulla rappresentanza siglato il 10 gennaio con Cisl, Uil e Confindustria, e l’esito dovrebbe avvenir entro marzo. I lavoratori non saranno chiamati a votare sul merito dell’accordo sulla rappresentanza, ma un “si” o “no” al parere espresso dal segretario generale. Landini e le tute blu diserteranno quasi sicuramente anche la consultazione, e soprattutto prepareranno iniziative clamorose come una grande manifestazione della Fiom nei giorni della consultazione, una contrapposizione che diventerebbe così reale, plastica, tramutandosi in una prova di forza delle piazze. Così stando le cose Landini potrebbe anche venire deferito ai probiviri, aprendo così le porte al “commissariamento” della stessa Fiom. Intanto però l’accordo del 10 gennaio prevede la perdita di ogni diritto sindacale per i lavoratori che non lo sottoscriveranno, questo a dispetto della sentenza della Corte Costituzionale sul modello Pomigliano che vieta, de facto,  l’esclusione di qualsiasi sindacato che si sia rifiutato di sottoscrivere un accordo.

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