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lunedì , 23 ottobre 2017
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Cannabis. Cosa cambia dopo i referendum a Washington e Colorado

I due referendum che hanno avuto esito positivo nello Stato di Washington e in Colorado potrebbero cambiare rappresentare una autentica rivoluzione. Vediamo come..

Mentre nell’Europa soffocata dalla crisi solamente l’Olanda ha da decenni legalizzato la vendita di cannabis, nel resto del Vecchio Continente si abbatte ancora la scure ottusa del proibizionismo. Qualcosa però potrebbe muoversi dopo che il referendum sulla legalizzazione della cannabis ha avuto esito positivo nello Stato di Washington e nel Colorado. Si tratta della liberalizzazione  dell’uso della marijuana ad “uso ricreativo”, una vittoria senza precedenti dei movimenti antiproibizionisti degli Stati Uniti. In Massachussetts invece è stato permesso da oggi solo “l’uso a scopo terapeutico”. Ora in molti vogliono stare a vedere se la legalizzazione farà aumentare il traffico di stupefacenti da sud oppure se vinceranno i “chilometri zero” con ripercussioni positive anche nell’economia locale. Non e’ un caso che le consultazioni referendarie abbinate alle elezioni presidenziali siano state seguite con grande interesse in Messico, e non solo per capire l’orientamento dell’elettorato latino nei confronti di Obama. Secondo molti dopo questi referendum nulla rimarrà come prima dal momento che circa il 70% della cannabis consumata negli Stati Uniti proviene proprio dal Messico. Secondo le stime, si tratta di 2 miliardi di dollari che ogni anno finiscono in tasca ai trafficanti messicani. Poco meno di quanto gli stessi non guadagnino con la cocaina.Come se non bastasse in Messico le bande criminali si massacrano tra loro avendo causato la morte di circa 10.000 persone all’anno, una guerra sporca che si combatte quotidianamente nelle città di frontiera. Anche per questo motivo il presidente messicano Felipe Calderon ha detto che, se i nordamericani non sono in grado di fare la loro parte nella lotta alla droga, sarebbe opportuno che mettessero in pratica “nuovi tipi di approccio” al problema, alludendo quindi proprio a una legalizzazione. Secondo molti la cannabis legale americana che verrà prodotta in Colorado e a Washington finirebbe inevitabilmente per espellere dal mercato quella illegale messicana che, seppur molto più economica, non avrebbe la stessa qualità. Di conseguenza alla lunga la criminalità organizzata ne verrebbe sconfitta e le casse americane ne trarrebbero giovamento. E in Europa? Per il momento si continua, ottusamente, a reprimere.

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