Caparezza e la sua ultima fatica: "Museica"Tribuno del Popolo
mercoledì , 24 maggio 2017
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Caparezza e la sua ultima fatica: “Museica”

Caparezza presenta il suo nuovo album “Museica” che uscirà il 22 aprile. Si tratta di un’opera artistica costruita partendo da 18 quadri, da Goya fino a Van Gogh, un viaggio generoso e originale nel mondo dell’arte che conferma la fama meritata dall’artista pugliese, che è ancora “fuori dal Tunnel”.

Siamo tutti un pò “Fuori dal Tunnel del divertimento”, e lo ammettiamo, siamo partigiani, nel senso che anche nel mondo della musica prendiamo parte, parteggiamo per la gente come Caparezza. Tre anni fa l’artista pugliese presentava i suoi sogni eretici e ora, come prevedibile, torna a stupire con un nuovo album, “Museica” che promette davvero ma davvero bene. Si tratta di un concept album che uscirà ufficialmente il 22 aprile, ma Caparezza lo sta già presentando in giro per l’Italia e l’attesa è diventata spasmodica. Questa volta Caparezza esplorerà il mondo dell’arte organizzando un viaggio che si dipana lungo 18 quadri famosi.È un album ispirato al mondo dell’arte, un’audioguida delle mie visioni messe in mostra. Non sono un esperto, ho solo cercato di riprodurre la mia passione, sperando di inoculare la curiosità negli ascoltatori“, ha spiegato un raggiante Caparezza, che riesce a giocare con l’arte intrecciandola con la musica, che poi altro non è che arte a sua volta. Solo Caparezza riesce a inserire elementi diversi tra loro nello stesso contenitore, dando però loro un senso perfetto e veicolando valori e insegnamenti mai banali, mai casuali. Sbaglia chi pensa che l’artista pugliese voglia solo fare “canzonette”, spesso la sua musica va ascoltata e riascoltata più volte per scoprirne sfaccettature, citazioni, rimandi e quant’altro. Del resto quanti di voi hanno visto ragazzini e ragazzine nelle dance hall cantare a denti stretti “Vieni a Ballare in Puglia” senza averci capito un accidenti?

E invece Caparezza è tutto tranne che frivolezza, le sue sono citazioni colte, i suoi personaggi sono personaggi scelti non a caso, così Michele Salvemini da Molfetta ci ha stupito ancora una volta e si conferma quello che vuole essere, ovvero una anomalia nel contesto musicale italiano, un “alternativo” che non solo vuole, ma riesce anche a differenziarsi dal brodo commerciale, asettico e privo di profondità intellettuale della musica italiana odierna.  Se mi aspettavo tutto questo quando ho iniziato nel 2000? Onestamente no, ancora non riesco a crederci che stia accadendo. In fondo anche questo è una sorta di lavoro precario, ci sono molti artisti che dopo un lungo periodo d’esposizione mediatica si bruciano e vegono dimenticati. Io continuo a fare la musica che voglio nel modo che preferisco so di essere molto fortunato“, ha detto Caparezza a Repubblica.it.

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