Cara sinistra, devi scegliere: alternativa o cooptazioneTribuno del Popolo
lunedì , 11 dicembre 2017
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Cara sinistra, devi scegliere: alternativa o cooptazione

Ha senso parlare ancora di sinistra? Noi pensiamo di sì. Molti in Italia però si autoeleggono i rappresentanti della “sinistra” sciogliendo il dubbio atavico: alternativa o cooptazione, a vantaggio della seconda opzione. 

Quante volte avete sentito personaggi che definiscono se stessi di “sinistra” guardare con un sogghigno di scherno chi si professa ancora comunista, consigliando loro di “crescere” o di “modernizzarsi”? Sono tra noi, sono quei personaggi, spesso e volentieri benestanti (non c’è nulla di male, beninteso), che non si capisce sulla base di che cosa autoeleggono se stessi come “opinion leaders” della propria comunità umana. Non perderanno nemmeno tempo a discutere con un povero “comunista”, i media danno loro ragione, la cultura dominante conferma i loro pregiudizi, anzi li ha direttamente indotti, e quindi andranno avanti per la loro strada. All’interno del cosiddetto campo della sinistra c’è da tempo in atto uno scontro morale tra la cosiddetta proposta di “alternativa” e quella di cooptazione. I comunisti nel XX secolo hanno scelto, anzi sono nati proprio per quello, per perseguire in modo coerente la via dell’alternativa al capitalismo. Nel XXI secolo il comunismo è stato letteralmente abiurato dall’Occidente che ha ripiegato nella più rassicurante cooptazione all’interno del benessere del capitalismo, rinunciando, abdicando al ruolo originario che si era preposto il grande sogno della sinistra occidentale. Perchè lavorare per un’alternativa quando la cooptazione permetteva inserimento nel mondo del lavoro, diritti, democrazia e speranze nel futuro? Poi però il capitalismo ha mostrato di non essere in grado di superare i motivi che hanno originato il sogno del comunismo, in quanto lo sfruttamento è insito all’interno del sistema capitalistico. Anzi, non esistendo più il socialismo reale come alternativa, il capitalismo si è estremizzato, diventando una sorta di totalitarismo del liberismo, che esclude de facto qualsiasi critica sistemica al sistema stesso, una vera e propria dittatura del capitalismo che, come in tutte le dittature, demonizza qualsiasi tentativo storico di alternativa prodotto dall’agire umano. E ora che la vecchia sinistra in Italia si sfalda sotto i colpi della crisi, del voto utile e del Movimento Cinque Stelle che cavalca l’antipolitica, è giù in atto la fuga dei ratti dalle barche che affondano. Così la sinistra italiana, salvo residue eccezioni di partiti che restano fuori dal Parlamento e che appunto continuano a dichiararsi “comunisti”, ha finalmente sciolto in modo definitivo il dubbio per la Cooptazione. Chi sono? sono tra di noi, sono quelli che dicono che Renzi non è poi così male, sono quelli che stringi stringi sono delusi non tanto per come va il mondo, ma perchè non possono prendere parte al banchetto. Dagli una sedia e proveranno a spiegarti del perchè le cose che prima li facevano indignare ora vanno bene. E procedendo con il discorso è chiaro che la beffa è cominciata nel Sessantotto, quando una generazione ha scelto di sacrificare l’alternativa in cambio di una dorata cooptazione nel capitalismo, che con sesso libero e droga è diventato di colpo luccicoso.

Gracchus Babeuf

photo credit: <a href=”http://www.flickr.com/photos/ilriccio/1841708323/”>* RICCIO</a> via <a href=”http://photopin.com”>photopin</a> <a href=”http://creativecommons.org/licenses/by-nc-sa/2.0/”>cc</a>

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