Cara Ue, c'è vita oltre la Nato..Tribuno del Popolo
giovedì , 19 gennaio 2017
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Cara Ue, c’è vita oltre la Nato..

Recentemente il presidente russo Putin ha concesso una lunga intervista al Die Bild accusando la Nato di essere “aggressiva” e definendo “stupide e dannose” le sanzioni economiche decise contro Mosca. E forse se l’Europa iniziasse a pensare che esiste “vita” e soprattutto che esistono possibilità di sviluppo anche fuori dalla Nato, ciò potrebbe arricchire il dibattito politico, offrendo anche nuovi strumenti per affrontare la difficile congiuntura internazionale. 

La Nato, anche nota come Patto Atlantico, nacque nel 1949 con il preciso intento di limitare la minaccia del momento, ovvero l’Unione Sovietica e i suoi satelliti. Erano altri tempi e all’epoca il comunismo faceva paura, al punto che negli Stati Uniti erano ossessionati che il fascino dell’Urss su una certa parte dell’opinione pubblica europea potesse minare prima o dopo il predominio globale occidentale e americano. La Nato era dunque una alleanza di carattere militare volta a limitare ogni possibile piano espansionistico di Mosca, ammesso che ci fossero. Oggi il comunismo sovietico non esiste più, ma la Nato è ancora lì, e non ha alcuna intenzione di abbandonare la scena. Certo, ha mutato la sua ragione d’essere e dato che l’ “Impero del Male” sovietico non esiste più oggi mira ad andare contro il terrorismo, almeno a parole, ma nella pratica sembra essere una alleanza militare che continua a fare gli interessi geopolitici dei suoi creatori, ovvero gli Stati Uniti.

Vladimir Putin, presidente russo particolarmente inviso proprio agli Usa per via della sua politica volta a valorizzare gli interessi nazionali della Russia e a interrompere l’appeasement di Eiltsin, ha concesso recentemente una intervista esclusiva al quotidiano tedesco Die Bild nel quale ha accusato la Nato di essere “aggressiva” e ha ripercorso gli ultimi 25 anni dalla caduta del Muro. Putin nel corso dell’intervista ha ribadito come la Russia voglia combattere il terrorismo con qualsiasi mezzo, e su questo non si può certo dire che menta dal momento che i russi sono intervenuti in Siria contro l’Isis e anche in passato non hanno mai esitato a usare il pugno d’acciaio contro ogni forma di terrorismo interno ed esterno. La lotta al terrorismo è anche uno degli obiettivi dell’Europa, e i fatti di Parigi mostrano come la minaccia del terrorismo sia divenuta prioritaria e stringente di questi tempi. Ma se l’obiettivo dell’Ue è quello di combattere il terrorismo appare chiaro che tale obiettivo non verrà mai raggiunto fin tanto che l’Ue si troverà ad appoggiare paesi come Arabia Saudita, Turchia etc. che lo fomentano.

Conviene davvero all’Europa continuare a varare sanzioni contro la Russia e giocare alla guerra con Mosca mentre nel frattempo in Medio Oriente qualcuno continua a gettare benzina sul fuoco? Evidentemente no, ancor più che la Russia non ha, nonostante quanto dichiarato dalla Nato, alcuna mira espansionistica in Europa. Semmai l’unico obiettivo della Russia potrebbe essere quello di garantire la propria sicurezza, ed è chiaro che se Ue e Nato continueranno a mobilitarsi per virtuali bracci di ferro con il Cremlino piuttosto che per stroncare il terrorismo la fiammella dell’instabilità diventerà ben presto un incendio piuttosto che estinguersi. Inoltre l’Europa, diciamolo pure, è stata letteralmente abbandonata dagli Stati Uniti di fronte alla minaccia dell’Isis, con Obama e soci che dopo aver infiammato la prateria con le Primavere Arabe hanno ritratto la mano.

Stiamo parlando degli stessi personaggi che in Siria come in Libia hanno acriticamente appoggiato le presunte rivoluzioni di piazza, e poco importa se sapevano perfettamente che tali rivolte sarebbero presto o tardi state capeggiate da islamisti e jihadisti senza scrupoli.Ecco perchè i leader europei dovrebbero se non altro cominciare a mettere in discussione la Nato, valutando se nel XXI secolo abbia ancora un senso per gli interessi economici e geopolitici dell’Ue aderire a una alleanza militare di parte che al posto che realizzare una unione di intenti contro il nemico comune del terrorismo preferisce utilizzare il terrorismo contro i propri “nemici”, ovviamente i “terribili” russi, che comunisti o meno che siano evidentemente vengono ritenuti cattivi dagli americani solo perchè tendono a fare i propri interessi e non quelli degli Stati Uniti.

Photo Credit

Dc

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